venerdì 28 settembre 2018

Doppio Wrap up | Letture di Luglio e Agosto

Tra poco è tempo di tirare le somme di ciò che è accaduto a settembre (Spoiler Alert: meglio dimenticare) e io devo ancora ricapitolarvi tutto ciò che ho letto quest'estate. Ovviamente fingiamo per un secondo che "tutto ciò" stia per "le migliaia di letture" e non per "quei quattro libri striminziti". Vi siete immaginati la sottoscritta sommersa di libri? Bene, ora tornate alla realtà e guardate cosa ho letto davvero.



LETTURE DI LUGLIO





HO IL TUO NUMERO, Sophie Kinsella - 4
Luglio è iniziato alla grande, ennesimo libro della Kinsella di cui mi sono perdutamente innamorata! Sebbene la storia fosse piuttosto prevedibile, ancora una volta la simpatia e l'ironia di cui il romanzo è intriso mi hanno fatto dimenticare tutto. Semplicemente adorabile ❤.

NOWHERE GIRLS, Amy Reed - 3
Un libro che è stato osannato da tutti, ma che a me ha convinto solo per metà. Protagoniste ben caratterizzate, temi di fronte a cui è impossibile rimanere indifferenti, coraggio, indipendenza, senso di giustizia, sono tutte elementi positivi di questo romanzo. Eppure ci sono anche così tanti difetti che non mi hanno permesso di innnamorarmi a pieno del romanzo.

L'AMORE ARRIVA SEMPRE AL MOMENTO SBAGLIATO, Brittainy C. Cherry - 3✰ ½
La Cherry ti fa passare continuamente da "oh santo cielo sono innamorata voglio un Daniel tutto per me datemi un Daniel voi non capite ho le farfalle nello stomaco e un sorriso ebete stampato in faccia aiuto aiuto aiuto" a "ok, non male, ma tutti questi clichè proprio no per non parlare di tutte queste tragedie e che cavolo due personaggi più sfigati no? Ma soprattutto che razza di nome è Daniel Daniels? Siamo seri?". Insomma, un po' come trovarsi sulle montagne russe.




LETTURE DI AGOSTO





L'ESTRANEO, U. Poznanski e A. Strobel - 2
Agosto, mese di delusioni colossali. Se cercate qualcosa di adrenalinico di certo non lo troverete in questo romanzo. Scene ripetute all'infinito e degne della peggiore soap opera, infarcite di spiegazioni banali e prevedibili all'inverosimile. Un libro decisamente da dimenticare.

LA RAGAZZA FANTASMA, Sophie Kinsella - 3
Non credevo sarebbe arrivato questo giorno, eppure siamo di fronte al primo libro della Kinsella che non mi ha entusiasmato poi un granchè: una calma piatta inaspettata.

SIETE PAZZI A INDOSSARLO!, Elizabeth L. Cline - 3
Non avete idea di quanti giorni e pensieri ho perso dietro a questo libro! Non saprei come definirlo, se non come una vera e propria illuminazione! Un'inchiesta sul mondo della fast fashion, che mi ha aperto gli occhi su una realtà brutale, crudele, cattiva, che non si fa nessuno scrupolo a calpestare il prossimo pur di vendere. Se vi capita tra le mani, fatevi un favore e leggetelo.

IL MIO CUORE CATTIVO, Wulf Dorn - 3
Quando parti tutta convinta perchè sai che Wulf Dorn è capace di terrorizzarti a morte, ma tutto quello che ne ricavi è una grossa delusione. Un romanzo che ha molte falle e la più grave di tutti è stata la mancanza di adrenalina, condita da un finale decisamente amaro. Da un maestro del thriller come Dorn proprio non me l'aspettavo.



E anche per questo Wrap up è tutto!
Alla prossima, sperando che non sia tra altri due mesi!

Con affetto, 



mercoledì 12 settembre 2018

Recensione "Flawed. Gli imperfetti" di Cecelia Ahern

La lettura è soggettiva, su questo siamo tutti d'accordo. Ciò che piace a me, non piace a te, e viceversa. Un genere letterario, uno stile di scrittura, la caratterizzazione di un personaggio sono tutti elementi che possono portare un lettore ad amare un libro e un altro lettore ad odiarlo. Ma c'è un fattore che può, più di tutto, influenzare l'esito finale: lo stato d'animo in cui ti trovi mentre stai leggendo. E credetemi, leggere Flawed è stato come guardarsi allo specchio. Tra poco capirete. 

[ NOTA BENE Nel corso della recensione vengono citate due scene che non ho ritenuto di dover censurare come spoiler perchè presenti anche nella trama del romanzo. In ogni caso i paragrafi in questione sono segnalati da un rettangolino rosso. Spero di non rovinare la lettura a nessuno.]


Titolo: Flawed. Gli imperfetti
Autore: Cecelia Ahern
Editore: DeA
Data di pubblicazione: 13 settembre 2016
Prezzo: € 14,90
Trama: In un futuro non molto lontano, il giudice ​Crevan conduce una spietata guerra contro l’immoralità. È lui e lui solo a decidere chi è un cittadino modello, e chi invece è un “imperfetto”, un essere Fallato da marchiare a ​ ​ fuoco con una ​F sulla pelle e da allontanare dalla società civile. Celestine ha diciassette anni e non ha mai avuto dubbi sul suo ruolo nel mondo: è una figlia perfetta, una studentessa perfetta, ed è anche una fidanzata perfetta. La fidanzata di Art, il figlio del giudice Crevan. Ma un giorno tutto cambia. Celestine vede un Fallato in fin di vita e sente di doverlo aiutare. D’un tratto tutto ciò che ha sempre ritenuto giusto non lo è più. Perché la compassione è più forte. Più forte della legge e delle rigide regole del giudice Crevan. Celestine decide quindi di aiutare il pover’uomo e quella decisione cambia la sua vita in un attimo. Allontanata dalla famiglia, arrestata e umiliata, la ragazza viene trascinata in processo davanti a Crevan. E proprio lui, incurante delle suppliche di Art, la condanna a essere marchiata a fuoco come Fallata. Sarà durante il processo che la strada di Celestine incrocerà quella di Carrick Vane, un Fallato misterioso e affascinante: l’unico amico su cui d’ora in poi Celestine potrà contare.


RECENSIONE 

Se avete letto l'introduzione, intuirete che recensire in modo imparziale questo libro per me è molto difficile. Ho raggiunto un punto di immedesimazione tale che a un certo punto la finzione si è mischiata con la realtà e le parole della Ahern si sono trasformate nella mia unica fonte di conforto. Avevo iniziato Flawed carica di aspettative, ansiosa di immergermi in un nuovo mondo, desiderosa di ritrovare la bellezza di una penna amica. Mai avrei pensato che la mia vita sarebbe andata di pari passo con quella di Celestine, la protagonista. Eppure già girando la prima pagina avrei dovuto prevederlo: lì a fissarmi c'era una semplice definizione, in realtà presagio di sventura.


FALLATO: difettoso, danneggiato, imperfetto, deturpato, guasto, malsano, fragile, carente, incompleto, invalido; (relativo a persona) che è incline alle debolezze.

Il mondo in cui vive Celestine ambisce alla perfezione: per questo la società è amministrata da un organo di giustizia, la Gilda, che ha il compito di marchiare a fuoco la pelle di chiunque si allontani da questo ideale. Un marchio che vuole essere un monito per tutti i potenziali disertori, che vuole creare paura nel prossimo, che vuole emarginare i peccatori, i cosiddetti Fallati.

Ciò che innesca lo sviluppo dell'intero romanzo è una particolare scena, che vede come ambientazione un autobus. Ma questa scena a cui mi riferisco non è solo una semplice miccia, nasconde in realtà tutta l'essenza del romanzo: Flawed non è altro che una forma di denuncia nei confronti di una società corrotta, satura di odio, di dubbi, di pregiudizi, di paura e di indifferenza. Flawed non è altro che la spaventosa e brutale rappresentazione di ciò in cui ci stiamo trasformando. E Cecelia Ahern parla di tutto questo in modo eccellente, con una delicatezza e un'incisività magistrale.


La protagonista, Celestine, appartiene a quella parte della società che crede ciecamente nei valori incarnati dalla Gilda: è una ragazza che ama la logica, il metodo, che si impegna nello studio, che ci pensa sempre due volte prima di aprire bocca, che crede nella distinzione tra bianco e nero. Caratteristiche che definiscono anche me. Ma Celestine è anche qualcos'altro: è compassione e amore, è senso di giustizia, è cura e calore. Altre parti di lei in me.

Quando dico che leggere la sua storia è stato come guardarsi allo specchio intendo sottolineare quanto sia stato scioccante rivedermi così profondamente in lei. 

     La prima volta che mi sono immedesimata in Celestine è stato proprio in quella famosa scena dell'autobus. Sapete, una volta sono stata coinvolta in una situazione simile, una situazione in cui l'odio aveva innescato così tanto odio in così tante altre persone e senza nessun fondamento, da spingerle a isolare un  loro amico. Beh, io non ce l'ho fatta a farmi divorare da quell'odio inconsistente, e così ho voltato loro le spalle e allungato la mano verso quel "Fallato", per aiutarlo. In quel momento sono stata tanto orgogliosa del mio gesto quanto lo sono stata per quello di Celestine.     

La seconda volta è stata leggendo i pensieri di Celestine, entrando nella sua testa.

"Quando però vedo la grande F stampata sulla fascia intorno al suo braccio, rabbrividisco, sconvolta dall'idea che un Fallato possa essere minimamente imparentato con me. Quel pregiudizio mi coglie di sorpresa. Poco fa sono rimasta disgustata dalla reazione della donna con le stampelle nei confronti della Fallata che le ha sorriso, eppure senza accorgermene ho dimostrato di pensarla esattamente allo stesso modo."  

Ditemi che non avete mai avuto un pensiero simile. Io confesso, sono umana, a volte a me è capitato. E questa cosa mi terrorizza, mi fa paura che il pregiudizio sia radicato quasi inconsciamente dentro di noi, mi fa paura pensare quanto questo pensiero possa essere attuale e vero.

    La terza volta è stata la peggiore. Celestine che riceve i marchi, Celestine che deve superare il dolore provocato da quei marchi. Che ironia, proprio quando sono arrivata a questo punto del romanzo... è crollato il mondo addosso anche a me, nella vita vera. Strano il destino. E così il dolore di Celestine si è confuso con il mio dolore e viceversa.     
"Sto provando a salvarmi la vita, a lottare, anche se ora non so più se ne valga davvero la pena, visto che l'ultima goccia di forza e speranza che avevo si è prosciugata all'istante. Non mi importa più di nulla. Ho il cuore vuoto: ormai possono farmi ciò che vogliono."

E così abbiamo provato entrambe a reagire, fallendo.
"Dormire. Non faccio che dormire, soffrire e fare sogni agitati."

E poi abbiamo provato a trovare conforto nella carta stampata.
"Ora capisco perchè tante persone leggono, perchè amano perdersi nelle storie altrui. A volte una frase mi colpisce, mi fulmina, perchè descrive una sensazione, un sentimento che ho provato ma non ho mai espresso ad alta voce. Vorrei entrare nelle pagine e dire ai personaggi che li capisco, che non sono soli, che io non sono sola, e che va bene provare quello che provano."

Finchè Celestine, almeno lei, non si è rialzata e ha iniziato a combattere, e le parole della Ahern si sono trasformate in una storia di speranza.

Date tutte queste premesse posso dirvi che, anche se Flawed nasce come un distopico YA, secondo me dei tratti di un tipico YA non contiene nulla, se non il POV di una ragazzina diciassettenne. Si tratta invece di una storia matura che si pone l'obiettivo di denunciare una società corrotta e irrazionale, ma anche di preservarne l'umanità e la compassione. È una storia che descrive un mondo così brutalmente simile al nostro, che approcciarvisi fa quasi paura. È una storia ricca di personaggi poliedrici, reali, vivi. È una storia che scorre libera, decisa, sicura. È una storia che ci vuole insegnare ad amare i nostri difetti. E questo ce lo dice l'autrice stessa, in prima persona, nei ringraziamenti.

La Ahern ci ricorda infatti che va bene essere imperfetti, va bene essere Fallati.
E ora è il mio turno di ricordarlo a voi.


"Se c'è un messaggio che  vorrei passare attraverso queste pagine, è questo: nessuno è perfetto. Non facciamo finta che non sia così. E non abbiamo paura delle nostre imperfezioni. Non bolliamo gli altri, illudendoci di non essere come loro. Accettiamo il fatto che essere umani significa essere Fallati, e impariamo da ogni errore che commettiamo, in modo da non ripeterli."



giovedì 19 luglio 2018

The Guilty Reader Book Tag | Cosa ho combinato?

Mi sembra così strano scrivere le parole Book Tag. Ma quanto tempo è passato dall'ultimo?
Spulcia...
Spulcia...
1 luglio 2016.


Cosa?
Non vi propongo un book tag da due anni? ASSURDO.


Qui dobbiamo proprio rimediare.
Ma cosa faccio...
Quale faccio...
Ce ne sono così tanti.
Noioso, già fatto, già visto, già letto, già... ASPETTA ASPETTA. Questo mi sembra abbastanza malefico.


Ladies & Gentlemen, benvenuti al The Guilty Reader Book Tag, dove scopriremo se ho qualche scheletro nell'armadio che deve essere svelato...





Hai mai riciclato un libro come regalo?
Ragazzi, per chi mi avete preso. Io non ho mai... Mmh, tranne quella volta in cui... No, scherzo! Sempre e solo regalato libri nuovi, parola di lupetto! Anzi, se devo dirla tutta io sono stata la vittima! Ebbene sì, una volta mi è capitato di ricevere in regalo due libri che erano palesemente stati letti e usati, mancava solo la scritta al neon "MI HANNO RICICLATO". Ancora oggi sono perplessa per l'accaduto. 



Hai mai detto di aver letto un libro quando invece non l'avevi letto?
Ehm... sì, una volta è capitato. Andavo ancora alle superiori e sapete quanto odiassi leggere a quell'epoca! Me lo ricordo ancora molto bene: la prof. aveva chiesto quali libri avevamo letto durante l'estate e tutti avevano iniziato a sciorinare titoli su titoli... e beh, mi sono sentita in colpa perchè ovviamente io non avevo letto NIENTE e... ecco... mi sono inventata uno o due titoli. Ma SSSSSSH, non ditelo in giro!



Hai mai preso in prestito un libro senza poi ridarlo indietro?
Ok, è capitato anche questo! Ma a mia discolpa quel libro io proprio non lo volevo! Mi spiego meglio: avete presente quando tutte erano follemente innamorate di Federico Moccia? Ecco. Mia zia a quel tempo mi aveva prestato la sua copia di Tre metri sopra il cielo, spacciandolo come un libro che avrei dovuto A-S-S-O-L-U-T-A-M-E-N-T-E leggere. Ovviamente non l'ho mai fatto e, shame on me, dopo tanti anni quella copia è ancora nella mia libreria.


Hai mai letto una serie non in ordine di pubblicazione?
Certo che sono pistine queste domande! Direi di no... Mi spiegate come faccio a capirci qualcosa se parto dal ventordicesimo volume?


Hai mai spoilerato un libro?
Sì, credo proprio che sia successo. Ora, non ricordo con esattezza quale e in che occasione, ma sapete quando vi piace tanto un libro e dovete gridarlo al mondo? O quando odiate un libro così forte che dovete spiegarne le ragioni? Suvvia, in questi casi qualche spoiler qua e là può scappare... no?  


Fai le orecchie alle pagine?
Al rogo! Al rogo! Io accetto tutto: sottolineature, scritte, disegni, matite, pennarelli, evidenziatori, ma... non fatemi le orecchie alle pagine perchè svengo!


Hai mai detto a qualcuno che non possiedi un libro quando in realtà ce l'hai in libreria?
Ma come siamo malefici! Vediamo... Detto di non possederlo no, ma diciamo che faccio quasi sempre la finta tonta. Di seguito una scena tipica.
Mio interlocutore: "Oooh, vorrei tanto leggere questo libro!"
Io *canticchiando nella testa*: "Io ce l'ho! Io che l'ho! Ma non te lo dico! Io ce l'ho! Io ce l'ho! Ma non lo presterò!"


Hai mai detto a qualcuno di non aver letto un libro quando in realtà l'hai letto?
Testa sotto la sabbia tra 3, 2, 1...


Hai mai saltato parte di un libro o un intero capitolo?
Sì, ok? L'ho fatto! Ma certi libri sono coooooosì noioooooosi! E poi anche Pennac diceva che un lettore ha tutto il diritto di saltare le pagine!


Hai mai parlato male di un libro che in realtà ti è piaciuto?
No, questo no! Di cose brutte ne ho fatte (vedi sopra), ma sono sempre rimasta fedele a me stessa! È ridicolo fingere che un libro non ti sia piaciuto o viceversa solo per uniformarsi all'opinione comune. Quando esprimo un giudizio su un libro è sempre onesto e trasparente. Punto.


Eeeeee il tag finisce qui!
Spero vi sia piaciuto.

Alla prossima,

mercoledì 11 luglio 2018

Doppio Wrap up | Letture di Maggio & Giugno

Lo so, lo so.
C'è qualcosa che non torna. 
Siamo a luglio e io sto per parlarvi delle letture di maggio. 


WHAAAAAT?
A giugno purtroppo non ho avuto proprio tempo di pubblicare il wrap up, perciò ho deciso di unire gli ultimi due mesi di letture in un unico post. 

Iniziamo subito con il recap!



M A G G I O





E POI CI SONO IO, Kathleen Glasgow - 2
Maggio è iniziato decisamente male, perchè questo libro non mi è proprio piaciuto. Doveva essere un inno alla vita, invece si è rivelato l'esatto opposto. Questa, infatti, non è la storia di come combattere contro se stessi per cercare di guarire, è la storia di come andare a fondo e trascinare gli altri con sé. È quel tipo di storia che cancella tutti i personaggi utili e positivi da una pagina all'altra, perché ehi il ragazzo problematico fa figo. Non mi sento di consigliarvi E poi ci sono io perchè, ancora oggi, ripensandoci, tutto quello che mi ha lasciato è solo una grande amarezza.

NON STANCARTI DI ANDARE, Teresa Radice e Stefano Turconi - 4
Primo approccio a questi due autori e che dire... M E R A V I G L I O S I. Ho imparato molto da questa storia, ho amato, ho sofferto ed è una cosa che raramente mi capita con una graphic novel. Per me non è semplice apprezzare questo tipo di narrazione, ma in Non stancarti di andare disegni e parole hanno creato il connubio perfetto.

SAI TENERE UN SEGRETO?, Sophie Kinsella 4
Ed eccolo qui, il momento che si ripete ad ogni wrap up: l'arrivo della Kinsella! Ebbene sì, anche questo mese ho recuperato uno dei suo volumi e anche questo mese è stato un centro perfetto! Come rido con lei, non rido con nessuno. Miss Sophie, ti adoro! 





STORIE FANTASTICHE DI GENTE COMUNE, Stefano Valente - 3
Breve raccolta di 3 racconti di cui potete trovare la recensione qui.

DEAR CHARLIE, N.D. GOMES 3✰ ½
Con Dear Charlie ho voluto affrontare la lettura di un tema tanto delicato quanto spinoso: le sparatorie nelle scuole. È la prima volta che affronto un argomento simile in un libro e non ne sono rimasta per nulla delusa, tanto più che N.D. Gomes offre al lettore una prospettiva inusuale. Un libro che mi ha portato a riflessioni molto profonde, che mi ha fatto mettere in dubbio me stessa e che mi ha reso inevitabilmente più consapevole. 




G I U G N O




SOLO LA VERITÀ, Karen Cleveland - 3✰ ½
Un thriller molto carino di cui potete trovare la recensione qui.

ODORE DI MARE, FIL DI FERRO E GELSOMINO, Carlo Negri - 2
Puntuale come tutti i mesi, anche a giugno è arrivata la delusione colossale. Arrivare alla fine di questo libro è stata una faticaccia enorme, perchè le pagine sono piene di frasi che cozzano le une contro le altre. Una lettura che purtroppo ho trovato davvero noiosa, nonostante le grandi speranze che vi riponevo. L'unica cosa che ho apprezzato è stata la cura dei dettagli e della parte grafica.

COSE CHE AVREI PREFERITO NON DIRE, Cecelia Ahern 3✰ ½
A giugno la Kinsella è stata sostituita dalla Ahern, ma non vi preoccupate... è già pronto il libro di luglio! In ogni caso Cose che avrei preferito non dire si è rivelato un libro fresco e frizzante, ma allo stesso tempo intenso e con davvero tante cose da insegnare. E poi ha quel qualcosa in più, senz'altro dato dall'originalità della trama. CAPITEMI. La protagonista incontra la sua vita! Geniale! 





L'INCUBO DI BANCANEVE, Scarlet Danae - 2 ½
Altro libro di cui è uscita la recensione. Se volete saperne di più la trovate qui.

ALASKA, Brenda Novak - 3
Un thriller carino, ma che si confonde un po' troppo con il romance. Interessantissima tutta la parte di esplorazione della psicologia dei personaggi, mentre le vicende fuori Hanover House le ho trovate decisamente meno coinvolgenti. Ecco, se dovessi definire Alaska in una sola parola sarebbe "strano". 

MI VIVI DENTRO, Alessandro Milan - 4 ½
Una delle più belle letture di quest'anno. Trovate la recensione qui.


Wrap up finito!
Ci si rivede alla prossima.

Con affetto,

lunedì 2 luglio 2018

Recensione "Mi vivi dentro" di Alessandro Milan

È lunedì pomeriggio e sono seduta davanti al computer. Non per gioco o per svago, ma perchè so di dover scrivere una recensione. E sì, dico "dovere", perchè quando ti imbatti in un certo tipo di libri non puoi passare a quello successivo come se nulla fosse. Parlarne, farlo conoscere, invitare le persone a leggerlo è l'unico modo per mantenerlo vivo. Ma non sempre è facile esprimere a parole le proprie emozioni. A volte le parole non bastano, non sono sufficienti, a volte il libro parla da sè. E questo è il caso di Mi vivi dentro di Alessandro Milan.


Titolo: Mi vivi dentro
Autore: Alessandro Milan
Editore: DeA Planeta
Data di pubblicazione: 27 febbraio 2018
Prezzo: € 17,00
Trama: Tutto comincia alle sei di mattina, in radio, dove due giornalisti assonnati si danno il turno. Lui sta cercando di svegliarsi con un caffè, lei sta correndo a casa dopo aver lavorato tutta la notte. E succede che nella fretta i due scambiano per errore i loro cellulari. Si rivedono qualche ora più tardi e da un dialogo quasi surreale nasce un invito al cinema, poi a una mostra, un aperitivo, una gita in montagna. Francesca è bassina, impertinente, ha i capelli biondi arruffati e due occhioni blu che illuminano il mondo. È una forza della natura, sempre in movimento, sempre allegra: per questo la chiamano Wondy, da Wonder Woman. Alessandro è scherzoso e un po’ goffo, si lascia travolgere da Francesca e dall’amore che presto li lega. Con lei, giorno dopo giorno impara a vivere pienamente ogni emozione, a non arretrare di fronte alle difficoltà. E così, insieme, con una forza di volontà che somiglia a un superpotere, si troveranno a combattere la più terribile delle battaglie, quella che non si può vincere. Ma anche dopo la morte sono tante le cose che restano: due figli, un gatto, un bonsai, tanti amici e, soprattutto, una straordinaria capacità di assorbire gli urti senza rompersi mai. Anzi, guardando sempre avanti, col sorriso sulle labbra. Non è una favola, quella di Alessandro e di Wondy. È però una storia piena di speranza, di amore, di attaccamento alla vita; un inno alla resilienza, quella da esercitare quotidianamente. Perché le storie più belle non hanno il lieto fine: semplicemente non finiscono.

(Un grazie alla DeA per avermi inviato una copia digitale del romanzo).


RECENSIONE 

Resilienza. /re·si·lièn·zaIn psicologia, la capacità di un individuo di affrontare e superare un evento traumatico o un periodo di difficoltà. 
Resilienza. In una parola l'essenza di un intero libro.
Resilienza. Ma anche resistenza, sopravvivenza, vita.

Mi sono approcciata a Mi vivi dentro facendo quasi un salto nel vuoto. Non conoscevo nè la storia di Alessandro nè quella di Francesca, li ho incontrati in queste pagine per la prima volta. Dico così perchè Mi vivi dentro non è una storia romanzata con personaggi inventati e una trama edulcorata, ma è una storia vera e vero è tutto il dolore che permea le sue pagine. Non vi mentirò, non è un libro facile da leggere. Sebbene sia volato via in due giorni scarsi (considerate che si tratta di sole 240 pagine) in realtà è stata una lettura molto frammentata nel tempo. Il motivo? Ad ogni capitolo avevo bisogno di respirare, di prendermi una pausa, di riossigenare mente e polmoni prima di immergermi di nuovo nella storia. Pagina dopo pagina è come essere presi a pugni da una mano invisibile che ti lascia lividi, ti fa sanguinare e ti riempie di cicatrici fino a quando non sei più in grado di rialzarti. Ma bisogna rialzarsi, è necessario andare avanti e farsi coraggio e combattere nonostante tutto. Nonostante tutto. Che parole cariche di tristezza. 


Come vi accennavo all'inizio, Mi vivi dentro è la storia vera di Alessandro e di Francesca e della battaglia che hanno dovuto affrontare contro il cancro. Già, il cancro. Quella malattia tanto subdola quanto vigliacca che a poco a poco si è divorata Francesca. Ma chi sono questi due personaggi? Alessandro è un giornalista di Radio 24, Francesca non solo è giornalista e scrittrice, ma negli anni è diventata un vero e proprio personaggio pubblico, è stata ospite di interviste televisive, ha vissuto una vita tanto piena da essere soprannominata affettuosamente Wondy, da Wonder Woman, e a lei è dedicata l'associazione "Wondy sono io". Eppure dove ho vissuto tutti questi anni proprio non lo so, perchè di Francesca Del Rosso non avevo mai sentito parlare. Col senno di poi, però, proprio questo entrare nel romanzo a scatola chiusa mi ha permesso di conoscere Francesca e immedesimarmi in lei più di quanto avrei mai potuto fare e mi ha fatto soffrire più di quanto potessi mai immaginare. 

E così è impossibile, è davvero impossibile non rimanere coinvolti nelle parole di Alessandro. Uno stile fresco, un ritmo incalzante, frasi brevi che vanno dritte al punto. Perchè in una storia che parla di malattia, nella fattispecie di cancro, non si può indorare la pillola. Bisogna essere sinceri, onesti, trasparenti e l'autore non manca mai in questo sia nei confronti del lettore sia nei confronti della famiglia, soprattutto i figli. Non oso immaginare cosa significhi per due bambini tanto piccoli come Mattia e Angelica perdere la madre, è un dolore che nessuno si merita di provare, specialmente dei bambini. Ma questo non significa che non debbano essere messi di fronte al problema e in questo l'onestà di Alessandro, tanto brutale quanto delicata, mi ha spiazzato. Continuo a chiamare l'autore Alessandro, come se fossimo amici di vecchia data, perchè, dopo aver letto una storia così intima e profonda, dopo aver provato il suo dolore e vissuto con lui gli ultimi attimi di vita di Francesca, è impossibile non sentirsi legati. Mentre leggevo Mi vivi dentro, infatti, mi sembrava quasi di leggere il diario personale di Alessandro, non perchè ci fosse un qualche richiamo alla forma epistolare, ma perchè i pensieri e le sensazioni dell'autore erano così vere da avere l'impressione di star violando la sua intimità.

C'è un solo elemento che non ho apprezzato di questo romanzo ed è un espediente narrativo di cui vi ho già parlato altre volte: i salti temporaliÈ una scelta che non mi hai mai convinto in un libro, non ho mai sopportato di vedermi interrotta bruscamente la narrazione per passare da presente a passato e viceversa. Trovo che una narrazione lineare sia più incisiva nel successo di una storia. Però, vi dico, si tratta di un gusto molto personale e, come penso ormai si sia capito, questo non mi ha impedito di innamorarmi del libro.

Perchè sì, mi sono innamorata. Mi sono innamorata dell'amore e della sensibilità di Alessandro, dell'ironia e della gioia di vivere di Francesca, della fragilità di Angelica e Mattia, della caparbietà dei medici, della genuinità degli amici e di tutte quelle piccole sfumature che si possono cogliere solo leggendo Mi vivi dentro. Di storie sul cancro ne ho lette parecchie, ma quello che differenzia Mi vivi dentro da tutte le altre è il fatto che non ci sia nulla di finto, di inventato o di romanzato in queste pagine. C'è solo un inno alla vita nel senso più reale del termine. Un storia di resilienza. Un racconto di sopravvivenza. Un libro pieno di amore. 

...e ½


giovedì 28 giugno 2018

La lettura nelle scuole | Lettera immaginaria a una professoressa

Cari lettori,
c'è una cosa che non vi ho mai raccontato.

Quando aprii il blog - qualche settimana dopo in realtà - mi sentivo così emozionata e incredula che scrissi alla mia professoressa di lettere delle superiori. Le raccontai di come fosse scoppiata in me un'incontenibile passione per i libri, di come durante il periodo scolastico vissi la lettura come un noioso obbligo e le suggerii alcuni titoli che a mio avviso avrebbero potuto cambiare i cuori di molti studenti, non perchè li avessi amati, ma perchè avevano qualcosa da raccontare alle persone. Non ricevetti mai risposta. Non ne conosco il motivo: non so se l'indirizzo mail in mio possesso non fosse più attivo, se non ricevette mai la mia lettera o se semplicemente decise di evitare le mie parole. 

Non lo so, ma ci rimasi male.

Oggi, però, voglio immaginare che da quel gesto sia nato un valido scambio di opinioni e di suggerimenti, uno scambio capace di rendere la lettura tra i banchi di scuola un po' più piacevole.


[Estratto di una conversazione immaginaria]
All'incirca suonerebbe così...

Cara prof.,
eccomi con una nuova lista di libri.
Siamo in pieno periodo estivo e io non posso fare a meno di chiedermi quali letture avrà consigliato quest'anno. I suoi studenti le ameranno? Le odieranno? Cercheranno il solito riassuntino on-line? Ma soprattutto con che spirito si approcceranno al libro consigliato?
Il mio è sempre stato molto negativo, mentre ora... Ora ho questa pazza idea di lezioni interamente dedicate alla lettura. Mi immagino spesso di poter sedermi ancora una volta tra i banchi di scuola per sentirmi dire "la prossima settimana dovrete scegliere un libro che parli del tema X e ne discuteremo insieme", oppure "portatemi la vostra citazione preferita e spiegatemi perchè vi rappresenta" o ancora "non abbattetevi se dopo una manciata di pagine il libro non vi cattura, non siamo fatti per qualunque libro, ma là fuori c'è senz'altro almeno un libro che è fatto apposta per voi". E altri tre o quattrocentro scenari simili.
Aaah, l'immaginazione.

Dall'ultima mail che le ho inviato, ho accumulato un po' di letture che mi piacerebbe condividere con lei. Esattamente come l'altra volta, non si tratta di libri che ho semplicemente apprezzato molto, ma di storie che porterebbero un valore aggiunto in classe. 

Il primo libro che vorrei suggerirle è Ciò che inferno non è di Alessandro D'Avenia. Come sa, ho un particolare debole per questo autore, ma tra tutti i suoi romanzi questo è indiscutibilmente quello più riuscito. Mi immagino una lezione in cui in cui un tema tanto delicato e oscuro come quello della mafia venga analizzato e sviscerato e confrontato con altre opere più o meno recenti. Perchè la mafia non ha tempo e fa paura in qualunque luogo e in qualunque momento. E D'Avenia è un maestro a denunciare la storia di 3P.

Altro libro che non posso fare a meno di proporle è Ti ho trovato fra le stelle di Francesca Zappia. Diciamocelo, quanti studenti leggendo questo libro si riconoscerebbero in Eliza? Io per prima mi sono rivista completamente in lei. Ti ho trovato fra le stelle sarebbe un ottimo punto di partenza per parlare di solitudine, isolamento, per parlare della pericolosità che esiste nel nascondersi in un mondo che è esclusivamente virtuale. Se a 24 anni questo libro mi ha fatto sentire tanto capita come mai prima d'ora, non oso immaginare che impatto avrebbe avuto su di me alle superiori.

Di esempi così gliene potrei fare a migliaia. Ho letto Non stancarti di andare è ho pensato: quanto sarebbe bello usarlo come punto di partenza per parlare della guerra in Siria e dell'emergenza migranti? Ho finito di Hate U Give e mi sono detta: esiste un modo più attuale per parlare di razzismo se non leggere questo libro? Mi sono avvicinata a Maus e pagina dopo pagina il mio unico desiderio era quello di adottarlo immediatamente come lettura scolastica per affrontare il tema del nazismo. Per quanto sia una pietra miliare non esiste solo Se questo è un uomo.

Ecco, questo è il mio consiglio: svecchiamo un po' queste letture. Rendiamo l'apprendimento più vivace, più attuale, più fresco. Certo, non smettiamo di guardarci indietro e affrontare i pilastri della letteratura, ma non limitiamoci a quelli. Cerchiamo, sperimentiamo, coinvolgiamo con letture più intriganti.

Sperando di ricevere presto un suo riscontro, Le porgo i miei saluti.

Buona giornata,
Chiara

giovedì 14 giugno 2018

Recensione "L'incubo di Biancaneve: La città dei mercenari" di Scarlet Danae

Negli ultimi tempi, quando devo approcciarmi a un nuovo libro, mi capita spesso di leggere la trama e aspettarmi un tipo di storia che non coincide con quella che viene poi raccontata. A volte scoprire che l'autore ha ideato qualcosa di diverso da come te lo eri immaginato può essere piacevolmente sorprendente, altre volte può deluderti irrimediabilmente. E questo è successo anche con il libro di cui parleremo oggi. Non vi resta che scoprire se mi ha colpito in positivo o in negativo!


Titolo: L'incubo di Biancaneve: La città dei mercenari
Autore: Scarlet Danae
Editore: YouCanPrint
Data di pubblicazione: 28 novembre 2017
Prezzo: € 12,00
Trama: Una ragazza sfortunata, usata dalla matrigna come schiava sessuale. Una misteriosa droga spacciata in delle mele. Un'overdose fatale e un viaggio in un mondo parallelo, infetto da un virus mortale e oppresso da sette streghe. Riuscirà Bianca a salvare il principe Darknight tenuto prigioniero nella città dei mercenari? Ma soprattutto, accetterà il suo destino come clone della rivoluzionaria Biancaneve?




RECENSIONE 

Quando l'autrice mi ha proposto di leggere "L'incubo di Biancaneve: La città dei mercenari" ho valutato attentamente la trama prima di accettare. Non leggevo fantasy da un po' di tempo, la sinossi si presentava accattivante e, pertanto, non ho potuto fare a meno di dire di sì. Quando fui pronta a iniziare il libro, però, girata la prima pagina capii di aver fatto un grandissimo errore di valutazione. Queste le parole che ebbi di fronte:  


ATTENZIONE!!!
Parolacce, doppi sensi, volgarità.
In poche parole la protagonista non è proprio
un'aggraziata principessa. Quindi...
... C'era una volta...
...una storia molto diversa dalle altre.


NO! NO! NO! In cosa mi ero andata a cacciare? Parolacce e volgarità mi danno già un tremendo fastidio nella vita reale, ma trovarle all'interno di un romanzo per me è inaccettabile. E infatti il personaggio di Bianca, la protagonista, non mi è piaciuto per niente. Chiariamo una cosa: non è necessario essere sboccati per essere badass. Effettivamente Bianca si dimostra spesso piena di grinta e carattere, ma poi rovina tutto con uscite fuori luogo e commenti poco pertinenti. All'inizio della storia alcune vicende portano Bianca a risvegliarsi in un mondo diverso da quello in cui ha sempre vissuto. Ecco, io avrei fatto partire la narrazione direttamente da questo punto, perchè tutta l'introduzione iniziale è intrisa di scene di cattivo gusto. Per farvi un esempio:

«"È da un po' che non giochiamo vero Bianca?" mi domandò, mentre le sue unghie rasentavano come aculei la pelle del mio collo.
"Sì, è vero..." le risposi, e quegli artigli mi bucarono lievemente la pelle. I suoi occhi presero una forma ricurva, quasi innaturale, "Cosa sei Bianca?" mi domandò.
"Sono una cagna."
"E cosa fanno le cagne?"
"Stanno a quattro zampe e abbaiano..."
E, mentre mi domandava il perchè non sentisse ancora abbaiare, Cogito parlò nella mia testa, digrignando i denti, domandandomi il perchè non l'avessi ancora uccisa. La risposta fu sempre la stessa: i suoi occhi. Prima che potessi deformare la mia voce nel guaito di un cane, il campanello suonò.»


E ancora...


«Mi tastò in mezzo alle gambe facendomi sussultare, "Non... non abbiamo tempo! Lei sta arrivando..."
"Lo so." disse posando il suo volto sul mio collo e inebriandosi del mio profumo, "Non riesco più a sopportare l'idea che ti usi per..."
"...prostituirmi?" lo precedetti sghignazzando per poi tracannare ciò che era rimasto del vino nel bicchiere, "Tu sei l'unico che ha potuto farlo gratis!"
"Bianca!"
"Non ti allarmare, dopotutto..." rasentai con le dita la lampo dei suoi pantaloni, "È stata la tua tecnica a farmi invaghire di te, all'inizio. Se non fosse stato per te, sarei rimasta frigida tutta la vita e non avrei mai scoperto cosa fosse un orgasmo!" ammisi alzandomi in piedi, "L'unica cosa che ringrazio a quella troia." aggiunsi tra i denti.»

Solo io non le trovo adeguate?

Questo è il limite principale che ho riscontrato all'interno del libro, ed essendo questo tipo di scene ripetute più volte nel corso della narrazione, capirete bene di non aver potuto godere di una lettura piacevole. 
Per di più non è l'unico elemento che non ho condiviso. Sempre parlando di Bianca, mi ha lasciato molto perplessa la reazione che assume quando si risveglia nel nuovo mondo: nessun dubbio, nessuna incertezza, non si chiede come ci è finita lì, se è reale o sta sognando, quasi non si pone il minimo problema su come tornare a casa. Mi è sembrato decisamente poco credibile. 
Analizzando invece i lati positivi posso dire di aver apprezzato molto il world building. Il mondo in cui Bianca si risveglia dopo aver mangiato la mela è davvero ben pensato. Non si viene catapultati in questa realtà alternativa in modo sprovveduto, ma viene spiegato esaurientemente come funziona il nuovo mondo e come fare a sopravvivere, nonchè quale sarà il destino di Bianca. Al fianco della protagonista sarà sempre presente Cogito, una tecnologia futuristica che entrerà direttamente nella testa di Bianca per farle da guida. Cogito, tra tutti, è senza dubbio il personaggio che ho apprezzato di più.
La narrazione si sviluppa da qui in poi con un susseguirsi di avventure che portano la ragazza sempre più vicina a trovare Darknight, un principe ormai caduto e fatto prigioniero. Il romanzo si esaurisce in un centinaio di pagine, ma la storia di Bianca non termina in questo volume: l'autrice ha ancora tanto da raccontare. Personalmente credo non andrò avanti con la storia per tutti i motivi elencati in precedenza e credo sia un peccato, perchè l'idea alla base è davvero valida. Se amate il fantasy e la volgarità non vi infastidisce date pure una possibilità al romanzo, altrimenti se per voi è un problema come lo è stato nel  mio caso non mi sento di consigliarvelo perchè ne uscireste delusi.


...e ½