Visualizzazione post con etichetta 4 stelline. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta 4 stelline. Mostra tutti i post

mercoledì 12 settembre 2018

Recensione "Flawed. Gli imperfetti" di Cecelia Ahern

La lettura è soggettiva, su questo siamo tutti d'accordo. Ciò che piace a me, non piace a te, e viceversa. Un genere letterario, uno stile di scrittura, la caratterizzazione di un personaggio sono tutti elementi che possono portare un lettore ad amare un libro e un altro lettore ad odiarlo. Ma c'è un fattore che può, più di tutto, influenzare l'esito finale: lo stato d'animo in cui ti trovi mentre stai leggendo. E credetemi, leggere Flawed è stato come guardarsi allo specchio. Tra poco capirete. 

[ NOTA BENE Nel corso della recensione vengono citate due scene che non ho ritenuto di dover censurare come spoiler perchè presenti anche nella trama del romanzo. In ogni caso i paragrafi in questione sono segnalati da un rettangolino rosso. Spero di non rovinare la lettura a nessuno.]


Titolo: Flawed. Gli imperfetti
Autore: Cecelia Ahern
Editore: DeA
Data di pubblicazione: 13 settembre 2016
Prezzo: € 14,90
Trama: In un futuro non molto lontano, il giudice ​Crevan conduce una spietata guerra contro l’immoralità. È lui e lui solo a decidere chi è un cittadino modello, e chi invece è un “imperfetto”, un essere Fallato da marchiare a ​ ​ fuoco con una ​F sulla pelle e da allontanare dalla società civile. Celestine ha diciassette anni e non ha mai avuto dubbi sul suo ruolo nel mondo: è una figlia perfetta, una studentessa perfetta, ed è anche una fidanzata perfetta. La fidanzata di Art, il figlio del giudice Crevan. Ma un giorno tutto cambia. Celestine vede un Fallato in fin di vita e sente di doverlo aiutare. D’un tratto tutto ciò che ha sempre ritenuto giusto non lo è più. Perché la compassione è più forte. Più forte della legge e delle rigide regole del giudice Crevan. Celestine decide quindi di aiutare il pover’uomo e quella decisione cambia la sua vita in un attimo. Allontanata dalla famiglia, arrestata e umiliata, la ragazza viene trascinata in processo davanti a Crevan. E proprio lui, incurante delle suppliche di Art, la condanna a essere marchiata a fuoco come Fallata. Sarà durante il processo che la strada di Celestine incrocerà quella di Carrick Vane, un Fallato misterioso e affascinante: l’unico amico su cui d’ora in poi Celestine potrà contare.


RECENSIONE 

Se avete letto l'introduzione, intuirete che recensire in modo imparziale questo libro per me è molto difficile. Ho raggiunto un punto di immedesimazione tale che a un certo punto la finzione si è mischiata con la realtà e le parole della Ahern si sono trasformate nella mia unica fonte di conforto. Avevo iniziato Flawed carica di aspettative, ansiosa di immergermi in un nuovo mondo, desiderosa di ritrovare la bellezza di una penna amica. Mai avrei pensato che la mia vita sarebbe andata di pari passo con quella di Celestine, la protagonista. Eppure già girando la prima pagina avrei dovuto prevederlo: lì a fissarmi c'era una semplice definizione, in realtà presagio di sventura.


FALLATO: difettoso, danneggiato, imperfetto, deturpato, guasto, malsano, fragile, carente, incompleto, invalido; (relativo a persona) che è incline alle debolezze.

Il mondo in cui vive Celestine ambisce alla perfezione: per questo la società è amministrata da un organo di giustizia, la Gilda, che ha il compito di marchiare a fuoco la pelle di chiunque si allontani da questo ideale. Un marchio che vuole essere un monito per tutti i potenziali disertori, che vuole creare paura nel prossimo, che vuole emarginare i peccatori, i cosiddetti Fallati.

Ciò che innesca lo sviluppo dell'intero romanzo è una particolare scena, che vede come ambientazione un autobus. Ma questa scena a cui mi riferisco non è solo una semplice miccia, nasconde in realtà tutta l'essenza del romanzo: Flawed non è altro che una forma di denuncia nei confronti di una società corrotta, satura di odio, di dubbi, di pregiudizi, di paura e di indifferenza. Flawed non è altro che la spaventosa e brutale rappresentazione di ciò in cui ci stiamo trasformando. E Cecelia Ahern parla di tutto questo in modo eccellente, con una delicatezza e un'incisività magistrale.


La protagonista, Celestine, appartiene a quella parte della società che crede ciecamente nei valori incarnati dalla Gilda: è una ragazza che ama la logica, il metodo, che si impegna nello studio, che ci pensa sempre due volte prima di aprire bocca, che crede nella distinzione tra bianco e nero. Caratteristiche che definiscono anche me. Ma Celestine è anche qualcos'altro: è compassione e amore, è senso di giustizia, è cura e calore. Altre parti di lei in me.

Quando dico che leggere la sua storia è stato come guardarsi allo specchio intendo sottolineare quanto sia stato scioccante rivedermi così profondamente in lei. 

     La prima volta che mi sono immedesimata in Celestine è stato proprio in quella famosa scena dell'autobus. Sapete, una volta sono stata coinvolta in una situazione simile, una situazione in cui l'odio aveva innescato così tanto odio in così tante altre persone e senza nessun fondamento, da spingerle a isolare un  loro amico. Beh, io non ce l'ho fatta a farmi divorare da quell'odio inconsistente, e così ho voltato loro le spalle e allungato la mano verso quel "Fallato", per aiutarlo. In quel momento sono stata tanto orgogliosa del mio gesto quanto lo sono stata per quello di Celestine.     

La seconda volta è stata leggendo i pensieri di Celestine, entrando nella sua testa.

"Quando però vedo la grande F stampata sulla fascia intorno al suo braccio, rabbrividisco, sconvolta dall'idea che un Fallato possa essere minimamente imparentato con me. Quel pregiudizio mi coglie di sorpresa. Poco fa sono rimasta disgustata dalla reazione della donna con le stampelle nei confronti della Fallata che le ha sorriso, eppure senza accorgermene ho dimostrato di pensarla esattamente allo stesso modo."  

Ditemi che non avete mai avuto un pensiero simile. Io confesso, sono umana, a volte a me è capitato. E questa cosa mi terrorizza, mi fa paura che il pregiudizio sia radicato quasi inconsciamente dentro di noi, mi fa paura pensare quanto questo pensiero possa essere attuale e vero.

    La terza volta è stata la peggiore. Celestine che riceve i marchi, Celestine che deve superare il dolore provocato da quei marchi. Che ironia, proprio quando sono arrivata a questo punto del romanzo... è crollato il mondo addosso anche a me, nella vita vera. Strano il destino. E così il dolore di Celestine si è confuso con il mio dolore e viceversa.     
"Sto provando a salvarmi la vita, a lottare, anche se ora non so più se ne valga davvero la pena, visto che l'ultima goccia di forza e speranza che avevo si è prosciugata all'istante. Non mi importa più di nulla. Ho il cuore vuoto: ormai possono farmi ciò che vogliono."

E così abbiamo provato entrambe a reagire, fallendo.
"Dormire. Non faccio che dormire, soffrire e fare sogni agitati."

E poi abbiamo provato a trovare conforto nella carta stampata.
"Ora capisco perchè tante persone leggono, perchè amano perdersi nelle storie altrui. A volte una frase mi colpisce, mi fulmina, perchè descrive una sensazione, un sentimento che ho provato ma non ho mai espresso ad alta voce. Vorrei entrare nelle pagine e dire ai personaggi che li capisco, che non sono soli, che io non sono sola, e che va bene provare quello che provano."

Finchè Celestine, almeno lei, non si è rialzata e ha iniziato a combattere, e le parole della Ahern si sono trasformate in una storia di speranza.

Date tutte queste premesse posso dirvi che, anche se Flawed nasce come un distopico YA, secondo me dei tratti di un tipico YA non contiene nulla, se non il POV di una ragazzina diciassettenne. Si tratta invece di una storia matura che si pone l'obiettivo di denunciare una società corrotta e irrazionale, ma anche di preservarne l'umanità e la compassione. È una storia che descrive un mondo così brutalmente simile al nostro, che approcciarvisi fa quasi paura. È una storia ricca di personaggi poliedrici, reali, vivi. È una storia che scorre libera, decisa, sicura. È una storia che ci vuole insegnare ad amare i nostri difetti. E questo ce lo dice l'autrice stessa, in prima persona, nei ringraziamenti.

La Ahern ci ricorda infatti che va bene essere imperfetti, va bene essere Fallati.
E ora è il mio turno di ricordarlo a voi.


"Se c'è un messaggio che  vorrei passare attraverso queste pagine, è questo: nessuno è perfetto. Non facciamo finta che non sia così. E non abbiamo paura delle nostre imperfezioni. Non bolliamo gli altri, illudendoci di non essere come loro. Accettiamo il fatto che essere umani significa essere Fallati, e impariamo da ogni errore che commettiamo, in modo da non ripeterli."



mercoledì 28 marzo 2018

RECENSIONE: TI HO TROVATO FRA LE STELLE DI FRANCESCA ZAPPIA

Avete mai provato quella sensazione di smarrimento appena finito di leggere un libro?
Giri l'ultima pagina, ti guardi intorno e ti chiedi "e adesso?"
Io mi sento così in questo momento.
Ho la testa che scoppia.
Pensieri che corrono in tutte le direzioni. 
Idee, aspettative, opinioni.

Cerchiamo di mettere un po' d'ordine.


Titolo: Ti ho trovato fra le stelle
Autore: Francesca Zappia
Editore: Giunti Editore
Data di pubblicazione: 7 Marzo 2018
Prezzo: € 12,00
Trama: Nel mondo reale, Eliza Mirk è una ragazza timida, poco socievole e solitaria. Online, è Lady Constellation, autrice anonima di «Monstrous Sea», un webcomics adorato da milioni di followers in tutto il mondo. Eliza non si sente mai sola, la sua comunità digitale la fa sentire amata e parte di qualcosa di importante. Poi a scuola conosce Wallace, un ragazzo che non parla con nessuno ma decide di aprirsi proprio con lei, ed Eliza comprende che anche la vita offline vale la pena di essere vissuta. Ma quando accidentalmente la sua identità segreta di Lady Constellation viene svelata al mondo, tutte le sue certezze e i suoi punti fermi - online e offline - vanno in frantumi...


RECENSIONE 
  
Prima che Ti ho trovato fra le stelle fosse portato in Italia, mi ero già fatta un'idea precisa su questo libro. Avevo già letto recensioni, visto foto, ascoltato video, credevo di sapere già tutto quello che c'era da sapere senza averlo letto. E credevo che la lettura sarebbe stata scioccante. Ne ero così convinta perchè mi ero lasciata abbindolare da un termine preciso: una ragazza avevo descritto Ti ho trovato fra le stelle come disturbante, come un libro sulla malattia mentale, come un libro da cui non si può scappare. Ecco, se state cercando questo, avete sbagliato libro. O meglio è vero che Eliza vive una situazione che le crea dei disagi psicologici, ma arrivare a parlare di malattia mentale mi sembra esagerato.
Se avete letto altre recensioni di questo libro, probabilmente vi sarete imbattuti in pareri più che entusiastici, in elogi e giudizi pluristellati. E solo e soltanto in queste cose. Mai una parola negativa, mai un sì ma.... E questo era esattamente il motivo per cui credevo che avrei finito per odiare questo libro. Ma è impossibile, è dannatamente impossibile odiare questa storia. E allora mi sono chiesta perchè. Perchè tutti sembrano gridare "Io sono Eliza! Io sono Eliza!"? Perchè tutti lo ritengono un libro tanto importante? E poi ho capito, o almeno ho provato a darmi una spiegazione. 


"Quel computer è la mia tana del Bianconiglio, internet è il mio paese delle meraviglie. La regola è caderci dentro solo quando posso permettermi di lasciarmi risucchiare."

"Devo provarci, perchè sto commettendo di nuovo lo stesso errore di chiudere fuori tutto e tutti solo perchè sono frustrata, stanca e perchè il mondo reale è troppo difficile e preferirei vivere nella finzione. Ma non si può. Sono qui e devo provarci."

"«La vita non è fatta solo di storie, Eliza. C'è molto altro». Lo dice come se fosse una cosa semplice. Lo dice come se avessi scelta."

Ora avete capito anche voi? Ognuno di noi si è immedesimato tanto in Eliza perchè Eliza è ognuno di noi. Perchè, anche se Eliza è una disegnatrice di fumetti e noi siamo lettori, deve continuare a dividersi tra mondo reale e mondo fittizio esattamente come fa un lettore ogni qualvolta apre un libro. Esattamente come facciamo noi. Ed essere lì in bilico tra realtà e immaginazione non è semplice. E così ci rivediamo nell'Eliza che preferisce stare nella sua stanza piuttosto che uscire, nell'Eliza che si sente una nota a piè di pagina o nell'Eliza che si professa campionessa nell'evitare la vita e tutte le sue conseguenze.
E quindi è questo il motivo per il quale Ti ho trovato fra le stelle mi è piaciuto tanto. Sì, per la trama. Sì, per lo stile di scrittura. Sì, per i disegni mozzafiato. Sì, per i personaggi tanto sfaccettati. Ma sopra ogni cosa perchè la storia di Eliza è anche la mia storia. La nostra storia. 



Ma. C'è un ma. Qualcuno il lavoro sporco deve pur farlo e quindi eccomi qua, la vostra smonta-storie di fiducia. Ci sono alcuni particolari, infatti, che mi hanno fatto storcere un po' il naso e un po' troppe volte.
1. Il continuo ripetere che Eliza indossa sempre vestiti - mi correggo - felpe di taglie 2 o 3 volte più grande. Ma seriamente? In continuazione? Ovunque? Ma chi lo fa?!
2. I genitori pappemolli che si fanno mettere i piedi in testa da una ragazzina. Ok che siete all'oscuro di molte cose, ma magari invece di stare zitti e lasciare andare la figlia in camera dopo uno scambio di appena due battute bisognerebbe alzare un po' la voce.
3. Personaggio XX non parla più con personaggio YZ da settimane e tale YZ corre nel luogo PINCO PALLO perchè non rispondeva al telefono!!! MA SE NON VI PARLATE SANTO CIELO!!! Dove sono finiti tutti i fatti in mezzo alle due scene????
4. Ops, il resto l'ho dimenticato. Si vede che non era così importante.



Lo so, ora avete paura che dopo queste lamentele darò un votaccio al libro. E invece no, proprio non posso. Perchè quando penso a Ti ho trovato fra le stelle penso a emozioni vere, a una storia che attrae, a parole che mi hanno tenuto la mano durante tutto il viaggio. Non so come altro dirvelo: DOVETE PROPRIO LEGGERLO!

...
...
...

E ora beccatevi queste 4 stelline!



sabato 12 novembre 2016

Recensione "EVERYTHING, EVERYTHING" di Nicola Yoon | Ovvero come un libro mi ha ispirato pt.1

DEVO PARLARVI DI UN LIBRO.
DEVO.
E DEVO PARLARVI DELLE CONSEGUENZE.
L'IMPATTO. L'ESPLOSIONE. LA NASCITA.


Titolo: Everything, Everything 
AutoreNicola Yoon
Editore: Corgi Books
Data di pubblicazione: 1 Settembre 2015
Prezzo: € 9,74
Trama (tradotta da me): La mia malattia è tanto rara quanto conosciuta. Non lascio mai casa mia, non l'ho mai lasciata in 17 anni. Le uniche persone che vedo sono mia mamma e la mia infermiera, Carla. Ma poi, un giorno, un camion dei traslochi arriva alla porta accanto. Guardo fuori dalla mia finestra e lo vedo. È alto, magro ed è vestito tutto di nero - maglietta nera, jeans neri, scarpe nere e un cappellino nero che copre completamente i suoi capelli. Catturo il suo sguardo e mi fissa. Io lo fisso di rimando. Si chiama Olly. Forse non possiamo predire il futuro, ma possiamo predire alcune cose. Per esempio, mi innamorerò sicuramente di Olly. E quasi certamente sarà un disastro.



RECENSIONE

Non me l'aspettavo. Questa proprio non me l'aspettavo. 
Everything, Everything è stato la mia rivoluzione personale, perchè ha dato vita a progetti e ha innescato meccanismi come nessun libro prima era riuscito a fare. 


*attende con ansia l'arrivo dei prossimi post a riguardo*

La storia racconta le vicende di Madeline, una ragazza di 17 anni che non ha mai visto il mondo esterno, perchè affetta da una rara malattia. Madeline è allergica al mondo e l'unica cosa che la tiene al sicuro è la sua casa, l'unico ambiente che abbia mai conosciuto.

Una premessa originale, una trama coinvolgente e una copertina mozzafiato avrebbero già dovuto convincervi a leggere questo libro, ma se così non è stato, allora lasciatevi incantare dallo stile di scrittura. Perchè Nicola Yoon è un genio assoluto. 

E ora ve lo dimostro.



Un minuto di silenzio per contemplare le abilità creative dell'autrice.

*tic tac tic tac tic tac*

Una narrazione che si interseca a scambi di mail, disegni, frammenti del mondo visto attraverso gli occhi di Madeline rendono Everything, Everything un'esperienza sensoriale ed emotiva a 360°.



Ho pensato.
Ho amato.
Ho sofferto.

Come non succedeva da tempo.

Dopo Everything, Everything ora sento di appartenere a una nuova tipologia di lettrice: una di quelle lettrici a cui non basta leggere un libro, ma che ha il proposito di viverlo.

So che l'interpretazione di un libro è una questione molto soggettiva, ma spero che se concederete al romanzo della Yoon una possibilità, possa avere su di voi lo stesso impatto che ha avuto su di me. Ve lo auguro col cuore.

Non spenderò altre parole per descrivere questo libro, perchè questo libro non si può descrivere. Everything, everything si vive. Everything, Everything si scopre.
E non voglio togliervi il piacere di farlo.

Consigliato, consigliato, consigliato!


Con affetto,


giovedì 3 novembre 2016

Recensione "FRAGOLE A NOVEMBRE" di Prisca Turazzi

Hello bookworms!
Come state? Anche voi alle prese con i malanni della stagione? Ovviamente sono riuscita a beccarmi il raffreddore. Per la seconda volta. In meno di un mese. 

Per cui passo le mie giornate così...


Ma tra uno starnuto e l'altro - lo so, vi regalo sempre immagini di me così gradevoli - ho preparato per voi una recensione più che succulenta! Scopriamo insieme Fragole a Novembre, un titolo più che adatto per questo periodo!

Titolo: Fragole a Novembre
Autore: Prisca Turazzi
Genere: Teatro
Data di pubblicazione: Agosto 2016
Prezzo: Gratuito
Per info: www.misfatti.org - info@misfatti.org

Trama 
Francesca ha visto la propria vita appassire, fallimento dopo fallimento. Non crede più in se stessa nè nel proprio futuro. Sarà attraverso lo schermo che ritroverà una dimensione dove dar sfogo ai propri desideri e bisogni. Una nuova fantasia condivisa con Salvo, uno scultore misantropo e scorbutico, che la farà sentire per la prima volta... libera. Ma riusciranno i loro sentimenti a sopravvivere alla realtà?


RECENSIONE

Fragole a Novembre si presenta come un'opera teatrale moderna, inaspettata e pungente. La storia di Francesca ci viene raccontata in un contesto inusuale, quello dello speed date, a cui la protagonista sta partecipando. 
"Forse sono in cerca di un lieto fine a sorpresa, e magari è per questo che sono qui. I lieto fine non si negano a nessuno, dopotutto; quindi a me per una volta potrebbe andare persino bene."
Francesca è in cerca del suo finale, Sergio di una storia. 

Ma che avete capito, mica di una storia d'amore. Ma di un racconto onesto, ricco e d'ispirazione. È così che conosciamo la vita di Francesca. 
"Per quanto ne so, le belle storie iniziano sempre con un cambiamento."
L'opera è una continua fusione e separazione tra realtà e fantasia, che si alternano e si mescolano come in un incredibile passo a due. Assolutamente riuscito il ruolo dell'immaginazione, che nella mia testa si è tramutata in un vero e proprio personaggio. Ma non si può vivere di sola fantasia e Francesca dovrà rendersene conto.
"Sto cercando di spiegarti: lui attraverso le parole mi ha portato in tutt'altro universo. Un posto dove ero me stessa, senza la paura di essere giudicata o di commettere errori. Oh, Nel, ho potuto mangiare le fragole a novembre: potevo sentirne il gusto zuccherino sulla lingua!"
Fragole a Novembre mi ha decisamente incuriosito per la sua originalità e conquistato per la sua freschezza. Credo che nasconda tanti significati impliciti, accompagnati da un costante invito al lettore a coglierli e impreziosirli della propria esperienza. La scelta narrativa inusuale rende la storia ritmata e incalzante, tanto da consentire di leggerla tutta d'un fiato.

Un'altra piacevole scoperta è stata l'abilità dell'autrice di regalare al lettore l'impressione di non star leggendo un semplice scambio di battute, ma di essere seduto a teatro ad assistere alla messa in atto dell'opera con sipari che si aprono e si chiudono, voci fuori campo, cambi di abiti e di scenari. Una sensazione inaspettata, che mai avrei creduto di provare.

Il libro presenta, tuttavia, anche alcuni limiti, soprattutto nello spazio che viene dato ad alcuni personaggi secondari. Diana, sorella di Francesca, e Cornelia, sua migliore amica, sono solo macchie nella vita della protagonista e mentre leggevo ho sentito l'esigenza di veder approfondite anche le loro storie. Anche Salvo, lo scorbutico scultore di cui Francesca si invaghisce, è risultato a tratti evanescente, ma nel suo caso non ho sentito la necessità di saperne di più. Era giusto così, era giusto che il lettore usasse insieme a Francesca la fantasia per conoscere questo personaggio.
"Nei giorni che seguirono fui molte cose e molte persone. Grazie alla nostra fantasia provai l'ebrezza di cambiare pelle, di avverare desideri, di andare oltre i miei limiti."
Insomma, direi che Fragole a Novembre mi ha decisamente sorpresa e non posso che consigliarlo a tutti!


martedì 14 giugno 2016

Recensione: Trevor. Non sei sbagliato, sei come sei di James Lecesne + Trevor Project

Buongiorno miei piccoli esploratori della natura!
Oggi introduzione superflash perchè mi sto leeeeeentamente adagiando sulla tastiera, mentre i miei occhi chiedono pietà e le dita sono completamente scollegate dal cervello. Capitemi, per me è mezzanotte passata!


Perciò, prima che questo post si trasformi in una serie di zzzZzZzZzZzZzzZzzZzZzzZ infiniti, vi lascio alla recensione di un libro che ha sicuramente lasciato il segno.

Titolo: Trevor. Non sei sbagliato: sei come sei
Autore: James Lecesne
Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: 1 ottobre 2014
Prezzo: € 11,00
Trama: Trevor, 13 anni, sbarca in prima superiore con il groviglio di emozioni che abbiamo conosciuto un po’ tutti: c'è la paura e la voglia di mettersi alle spalle l’infanzia; c'è un'icona della musica a fargli da faro nelle incertezze quotidiane; e c’è un sogno, quello di diventare attore, ad accendergli il futuro. Proprio queste passioni iniziano però ad attirargli battutine e insulti, e presto Trevor si ritrova affibbiata l'etichetta di gay, che come una malattia contagiosa allontana da noi persino l'amico di sempre. Incompreso da un mondo adulto troppo goffo per ascoltarlo, Trevor prende la decisione più difficile. Ma in fondo è ancora un bambino, e il suo tentativo si riduce a un’indigestione di aspirine.


"Per quanto rimanessi lì davanti allo specchio, per quanto studiassi il mio riflesso, non riuscivo proprio a vedere che cosa mi rendesse diverso da tutti gli altri."
Se potessi, farei una recensione di sole citazioni.
Se potessi, vi farei leggere la prefazione al libro perchè dice tutto quello che serve.
Se potessi, vi descriverei questo libro con un quadro. Uno di quelli che trasmettono inquietudine e solitudine in un groviglio di linee che corrono sulla tela.
Perchè Trevor mi ha lasciato con in mano poche parole, ma una grande consapevolezza.
"Alcuni di noi preferiscono rimanere un mistero - persino a se stessi - fino a quanto non si sentono pronti."
70 pagine, un soffio di libro. Ma Trevor non è una storia che punta allo sviluppo, al coinvolgimento o all'intrattenimento. Trevor è una storia che punta al contenuto. Il romanzo di Lecesne affronta infatti il tema dell'omosessualità e lo fa attraverso gli occhi di un ragazzo confuso e in cerca di se stesso. Trevor in realtà soffre perchè si sente solo e trascurato, mai per il fatto di essere gay. Perchè non sa ancora di esserlo, perchè deve ancora esplorare la sua sessualità. Eppure la gente che lo circonda sembra aver capito tutto di lui, sembra conoscerlo meglio perfino di se stesso e fa dell'omosessualità di Trevor una colpa. Ed è questo che distruggerà Trevor completamente.
Lo so, questa recensione sarà inevitabilmente corta, ma questo non è un romanzo che può essere raccontato, deve essere sentito.
"Niente decisioni importanti. Almeno per un po'. Vivi il presente. Al meglio che puoi. Apprezza ciò che hai. L'ho guardato e gli ho risposto che ci avrei provato."
Se cercate un libro che vi tocchi dentro, questo è quello giusto. Assolutamente consigliato.

Ehi fermi! Il post non è ancora finito! Questo libro ha infatti dato origine a un progetto, il Trevor Project per l'appunto, che trovo sia di un'importanza incredibile e su cui vorrei spendere due parole.


Il Trevor Project è un telefono amico in funzione 24 ore su 24 rivolto alla comunità LGBT, insomma un'opportunità che permette ai giovani in cerca di se stessi di confidarsi in totale sicurezza e parlare dei propri dubbi sul proprio orientamente sessuale.
Ma con il tempo il Trevor Project si è evoluto. Vi cito testualmente dalla postfazione dell'autore. "È nato il Trevor Space, un portale protetto e sicuro dove i giovani possono conoscersi, offrirsi l'un l'altro sostegno, scambiarsi informazioni. Ask Trevor è invece una sezione in cui i ragazzi e le ragazze possono scrivere e porre domande non urgenti e leggere online le risposte di chi gestisce il progetto. Infine la Trevor Chat permette agli adolescenti di chattare con consulenti esperti e ricevere assistenza prima che la crisi esploda." Ovviamente si tratta di un progetto americano, ma ci sono dei numeri che è possibile chiamare anche qui in Italia.

Non so, mentre leggevo non solo la storia, ma anche tutte le note, le prefazioni e le postfazioni al romanzo che lo arricchiscono in modo incredibile, non potevo far altro che pensare quanto tutto questo sia ammirevole. Perciò eccomi qui a condividerlo con voi. 

Spero di aver suscitato la vostra curiosità, perchè vale davvero la pena dare una possibilità a questo libro. Non solo alla storia, proprio al libro nella sua totalità, perchè sono in molti in questo romanzo ad aver qualcosa da dire ed è importante ascoltarli tutti.

A presto belli 

venerdì 11 marzo 2016

Recensione: Solsitce - Equinozio di primavera di C.E.A. Bennet

Buongiorno bibliofili!
Come state? Io sono perennemente di corsa. Il mese di marzo è un vero incubo per me. Tolto per cenare e dormire, praticamente sto a casa due ore al giorno e sarà così fino all'inizio di aprile. Due ore in cui leggo pochissimo, tento di buttare giù qualche riga per il prossimo post e bazzico in giro per il web per curiosare/commentare sui vostri blog. Ecco perchè mercoledì è saltato il T5W (scusate scusate scusate!) e solo oggi riesco a proporvi la recensione di questo bel libricino (mica tanto -ino) che ho finito di leggere la settimana scorsa. Si tratta del secondo volume della saga Solstice, ossia Equinozio di Primavera. Ovviamente se non avete ancora letto L'incantesimo d'Inverno vi sconsiglio di addentrarvi in questa recensione, perchè contiene alcuni spoiler su fatti che avvengono nel libro precedente. Per chi, però, non conoscesse ancora questa serie, vi lascio qui il link alla recensione del primo volume. 


Titolo: Equinozio di primavera 
Autore: C.E.A. Bennet
Serie: Solstice #2
Editore: Self publishing StreetLib
Data di pubblicazione: 12 febbraio 2016
Prezzo: € 1,99
Trama: Anno nuovo, vita nuova. A Emma Hataway non è mai sembrato più vero da quando, ripresi i sensi in un letto d’ospedale, è costretta a fare i conti con un’amnesia che ha cancellato buona parte dei suoi ricordi.
Cosa è accaduto la notte di Capodanno? Louis è stato davvero sconfitto o tornerà per avere la sua vendetta? Perché non ricorda più nulla di Alec, amico d’infanzia da sempre?
Le sorelle Hataway cercano di tornare alla vita di tutti i giorni tra nuove dinamiche famigliari, vecchi amori e ricordi che sfuggono senza lasciarsi afferrare. Una minaccia, però, incombe sulla loro famiglia e si intreccia con un destino al quale sembra impossibile sfuggire. Alec Stevens è sopravvissuto alla notte di Capodanno e ora deve fare i conti con un fratello ingombrante, molte domande e una ragazza alla quale ha salvato la vita, che conosce da sempre ma di cui non ricorda granché. Riuscirà a riportare a galla ciò che ha dimenticato e che lo tormenta? Che cosa nasconde veramente il ritorno del fratello Justin? Una ricerca non priva di ostacoli, contro il tempo e contro qualcosa che sembra impossibile arrestare. Mentre il mondo cui appartiene gli ricorda che nulla è come sembra e il confine tra giusto e sbagliato si fa sempre più labile.


Equinozio di primavera riprende esattamente dal punto in cui si era interrotto il volume precedente. Per proteggersi da Louis, Emma ha fatto saltare il blocco che teneva a bada i suoi poteri, mettendo in pericolo la propria vita. Emma sarebbe anche potuta morire se Alec non l'avesse salvata, afferrandole la mano all'ultimo momento. Alec, il custode personale della giovane strega, l'unico ragazzo che Emma abbia mai amato, la potenziale metà di una coppia perfetta. Ora Emma si trova intrappolata nella propria mente e l'unico modo per tornare indietro, avendo la certezza di essere al sicuro da Louis, è che tutti i ricordi che la legano ad Alec siano cancellati dalla sua memoria e da quella degli altri.
"La distanza è come un limbo dove l'attesa si fa più sopportabile. Più si protrae, più anestetizza. Un circolo vizioso che ruota su se stesso per inerzia. Più sei distante più non puoi fare altro che aspettare. Più aspetti più continui a essere distante. A volte, però, non c'è distanza che tenga. A volte non c'è distanza e basta."
Equinozio di primavera ha sicuramente una marcia in più rispetto a L'incantesimo d'Inverno. Rispetto al volume precedente viene infatti approfondito il lato fantasy, al punto che l'aspetto magico e lo sviluppo dei poteri e della storia della famiglia Hataway occupano finalmente una fetta importante del romanzo. Un altro elemento a favore riguarda i personaggi secondari: se già nel primo volume avevano avuto un ruolo importante, qui viene dedicato loro ancora più spazio, permettendo loro di evolversi e trasformarsi, senza mai rubare la scena ai due protagonisti. Più di tutti mi sono legata al personaggio di Connie, che ho trovato particolarmente maturo, forte e intelligente, pur mantenendo quelle insicurezze tipiche della sua età, che rendono il personaggio estremamente reale. Sam, invece, mi è piaciuto un po' meno. Forse perchè è l'unico che ha avuto una presenza più marginale rispetto al primo volume, ma questa volta non mi ha convinto del tutto. Emma e Alec come sempre li ho adorati, confermando di essere due personaggi ben strutturati e dinamici, due anime destinate a ritrovarsi ancora e ancora.
"La guardava come se avesse davanti il motivo per cui era venuto al mondo. Amare lei lo definiva in modo netto rispetto a tutto quello che aveva provato fino a quel momento."
In Equinozio di primavera ritroviamo senz'altro più azione, più segreti e più intrighi che vi terranno incollati alle pagine per ore. Ovviamente non manca anche il lato sentimentale che conquisterà le anime più romantiche. Nuove domande affolleranno i vostri pensieri e quelli dei protagonisti e le risposte non sempre vi piaceranno. Ad esempio i motivi che spingono Emma a cancellare i suoi ricordi e quelli dei suoi amici. Eh no, stai scherzando cara? Non posso accettare la tua spiegazione!  *va ad abbracciare ad Alec e poi a sciogliersi per il suo musetto triste*
Lo stile di scrittura si conferma scorrevole e accattivante. Ancora una volta C.E.A. Bennnet sceglie termini intensi, vividi, parole che danzano tra le pagine e poi si insidiano nel cuore del lettore.
Un'ottima prosecuzione di una serie che ha il vizio di interrompersi sul più bello, lasciandoti a bocca aperta e desideroso di sapere cosa accadrà dopo!



sabato 30 gennaio 2016

Recensione: Angel fall e World After di Susan Ee

Hello everybody!
Vi ho lasciato qualche giorno fa con la recensione di Aristotele e Dante scoprono i segreti dell'universo e oggi vi do il bentornato con un'altra recensione, anzi per essere precisi con una doppia recensione! In fondo più siamo più ci divertiamo, l'unione fa la forza, chi fa da sè fa per tre, tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo... va bene, va bene, la smetto di sciorinare proverbi e vi parlo invece dei primi due volumi della saga di Angel fall di Susan Ee.


Titolo: Angel fall - L'angelo caduto 
Serie: Penryn & the End of Days #1
Autore: Susan Ee
Editore: Leggereditore
Data di pubblicazione: 25 agosto 2015
Prezzo: € 5,90
Trama: Un esercito di angeli sterminatori ha attaccato la Terra: dopo poche settimane la violenza dilaga ovunque, insieme alla paura e alla superstizione. Nella Silicon Valley ostaggio delle gang, la diciassettenne Penryn cerca di sopravvivere e proteggere la sua famiglia, fino a quando gli angeli guerrieri non rapiscono sua sorella minore, la più fragile, la più indifesa. L'unico modo per salvarla è affidarsi a un nemico, un angelo che ha perso le ali in combattimento e ora ha bisogno, come Penryn, di raggiungere la roccaforte delle crudeli creature alate a San Francisco. Nel viaggio che li porterà alla città, Penryn e Raffe impareranno a contare solo l'una sull'altro, in un deserto in cui regnano la devastazione e il sospetto e in cui il pericolo è dietro ogni angolo.




Titolo: World After - L'oscurità 
Serie: Penryn & the End of Days #2
Autore: Susan Ee
Editore: Fanucci Editore
Data di pubblicazione: 11 giugno 2015
Prezzo: € 12,90
Trama: Gli angeli hanno scatenato l’apocalisse sulla terra, la loro furia è inarrestabile e non lascia scampo. Agli esseri umani non resta che decidere se rassegnarsi a un’esistenza da esuli o ribellarsi a una supremazia che non conosce limiti. Tra le macerie di San Francisco, Penryn lotta per sopravvivere insieme a sua madre e alla sorella Paige. È disposta a tutto pur di difendere le loro vite, eppure si scopre impotente quando sua sorella le viene strappata con la forza, scambiata per una creatura mostruosa da coloro che dovrebbero proteggerla. Penryn percorre le strade deserte di una città irriconoscibile sulle tracce della piccola scomparsa nel nulla, un viaggio disperato che la metterà di fronte alla crudele ambizione degli angeli e ai loro piani di distruzione: in gioco non c’è solo la salvezza della sua famiglia, ma il futuro stesso del genere umano. Solo Raffe può aiutarla, ma l’arcangelo è alla ricerca delle sue ali, senza le quali non può rivendicare il posto che gli spetta tra i suoi simili, e dovrà scegliere se salvare sé stesso o la vita di Penryn. Una storia oscura e affascinante, tornano Penryn e Raffe nel sequel di L’angelo caduto.





Devo ammetterlo, prima di iniziare a leggere questa saga ero molto titubante. Questo perchè avevo sentito che, seppur la serie era molto interessante, la pessima traduzione italiana aveva reso il romanzo illeggibile. Così, quando ho saputo che l’avevano recentemente ristampato con un nuova traduzione e dovendo raggiungere una certa somma su Libraccio per avere la spedizione gratuita (non sia mai che con la mia tirchiaggine paghi le spese di spedizione!), ho deciso di dargli una possibilità. Mai scelta fu più saggia! Ogni tanto avere le braccine corte ripaga.
Fin dalle prima pagine Susan Ee ti conduce nel mezzo dell'azione. Al lettore non viene neanche dato tempo di orientarsi nel mondo costruito dall’autrice che la protagonista, Penryn, si trova già in pericolo. La giovane sta assistendo infatti a uno scontro tra alcuni angeli, in cui uno di questi viene gravemente ferito. E quando Penryn cerca di aiutarlo, la ragazza non fa che inimicarsi gli altri angeli, che in risposta rapiscono sua sorella. Penryn, decisa a riportare la sorella a casa, si mette così in viaggio verso la Roccaforte.
Ecco cosa abbiamo imparato fino adesso.
Lezione numero uno: mai aiutare un angelo agonizzante.
Lezione numero due: mai far arrabbiare un gruppo di angeli bulletti.

"Perchè gli altri angeli ti stavano attaccando?" "Non è cortese chiedere a una vittima di violenza cosa ha fatto per essere stata aggredita." 

Quello che ho più apprezzato di questa serie è che non ci si annoia mai. Il ritmo è rapido e incalzante e non ti puoi concedere distrazioni. In ogni caso non ci riusciresti comunque, perchè la Ee sa molto bene come tenere il lettore incollato alle pagine. E questo è un grande punto di forza per la serie, ma se lo isoliamo all’inizio del primo libro è anche un elemento di debolezza, perché sembra che l’autrice si sia dimenticata di introdurci il mondo che lei stessa ha creato. Un mondo in cui gli angeli sono il nemico e in cui l’unica cosa che conta è sopravvivere.
Nelle prime 50 pagine, infatti, non capivo bene cosa stessi leggendo e non riuscivo a darmi spiegazioni di certe frasi. Fortunatamente, però, un grande aiuto lo dà la trama in quarta di copertina e, man mano che si procede con la narrazione, al lettore vengono lasciati piccoli indizi.
In più mi è successa una cosa stranissima, segno che sto senz’altro diventando pazza. O forse lo sono già. Aiuto. Ebbene in queste famose 50 pagine ho trovato lo stile di scrittura abbastanza caotico e infantile… ma poi puff! È come se il libro fosse stato preso in mano da una persona completamente diversa e lo stile diventa scorrevole, avvincente e intrigante.
Le ipotesi a questo punto sono 2:
1) l’autrice/il traduttore (?) ha battuto la testa durante la stesura, per cui io sono sana come un pesce. Che poi perchè si dice "essere sano come un pesce"? Che razza di anticorpi hanno i pesci? Bah.
2) è la sottoscritta ad aver battuto la testa e ora, mi dispiace per voi, ma mi dovete tenere così come sono.
Non so voi, ma io protendo per la seconda. 
Sproloqui a parte, non ho letto la precedente traduzione, ma vi assicuro che questa non toglie assolutamente nulla al romanzo.

"I miei amici mi chiamano Ira" dice Raffe. "I miei nemici, invece, 'Tipregoabbipietà'. E tu come ti chiami, soldato?"

Per quanto riguarda i personaggi... li amo, li amo, li amo!
Penryn è combattiva, coraggiosa e intelligente. 1,2,3... Hip Hip... Hurrà! 
Raffe è sarcastico, forte ed è un dannato angelo. E che angelo ragazzi!
La madre di Penryn mi ha affascinato tantissimo. Se da una parte l'avevo etichettata come una senza troppe rotelle al loro posto, dall'altra sono rimasta rapita dalla sua scaltrezza e capacità di sopravvivenza.
Ma le vere star sono i personaggi di Pinco e Panco. Geniali ed esilaranti. Ogni volta che saranno nei paraggi vi sbellicherete dalle risate, garantito.

Appena ho finito il primo volume, mi sono tuffata sul secondo. World After inizia esattamente dove si interrompe Angel fall (esatto, la Ee è sadica e ci piazza un bel cliffhanger) e la storia continua a scorrere come se non aveste mai abbandonato il primo romanzo. Anche in questo secondo libro Susan Ee non perde un colpo e ci tiene compagnia con un ritmo incalzante e una trama altrettanto piena di azione e pericoli. Insomma, a tutti gli effetti si tratta di un degno successore del primo romanzo.
  

Ora mi manca solo più il terzo volume che, ahimè, deve essere ancora tradotto e ovviamente l'attesa mi sta uccidendo. Quando lo tradurranno?????? Quando???? Ti prego Fanucci, abbi pietà di me.