lunedì 12 marzo 2018

L'IMPORTANZA DEGLI INCIPIT

Le prime parole di un libro sono un po' come un bigliettino da visita. Hanno un compito fondamentale: invogliarti a continuare, a girare la prima pagina e tutte quelle che seguiranno. In fondo come apri la copertina è lì che inizi ad approcciarti alla storia, è lì che incontri per la prima volta i personaggi o che fai la conoscenza dell'autore. Gli incipit sono anche molto meschini, perchè possono crearti l'illusione di un romanzo perfetto che non si risolve in nulla o possono nascondere in una manciata di parole piene di indifferenza una storia ricca e avvincente.
A me hanno sempre influenzato molto, soprattutto nella scelta di acquistare o no un determinato libro. Ormai, come apro la prima pagina, rilevo subito tutte le informazioni che mi servono: prima o terza persona? Inizio lento? Inizio veloce? Colpo di scena che oh-santo-cielo-se-inizia-così-come-continua? Ninna nanna che ti fa chiudere gli occhi? Era una notte buia e tempestosa? Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino?
Insomma, 9 volte su 10 dopo le prime pagine ho già inquadrato buona parte del libro. Sbaglio? Probabilmente sì, tanto che una volta mi sono presa una bella ramanzina. 

Persona saggia: "Ma te l'hanno mai detto che un libro all'inizio ti può far schifo e poi ti può piacere da morire?"

Io:



Sono un caso irrecuperabile. Lo so.

Mi piacerebbe sapere la vostra opinione a riguardo, ma prima vi lascio alcuni dei miei incipit preferiti.

"Parole.
Sono circondata di parole. Migliaia di parole. Forse milioni.
Cattedrale. Maionese. Melagrana.
Mississippi. Napoletano. Ippopotamo.
Vellutato. Terrificante. Iridescente.
Solletico. Starnuto. Desiderio. Ansia.
Le parole mi turbinano intorno da sempre come fiocchi di neve, tutte delicate e diverse, e tutte mi si sciolgono in mano prima che le tocchi.
Dentro di me si ammassano in cumuli enormi. Montagne di frasi, di locuzioni e di idee interconnesse. Espressioni argute. Battute di spirito. Canzoni d'amore."


Melody, Sharon M. Draper



"Ed eccomi lì, sdraiato nel prato davanti a casa, in piena vista, con un coltello nella schiena. In realtà, così è come volevo che sembrasse, e ad essere onesti credo di esserci riuscito abbastanza bene, rispetto a chi guardava dalla strada. Mi ero dato un sacco da fare perchè sembrasse che mi avevano assassinato. Prima di tutto avevo preso in prestito il coltello da cucina della mamma (quello grosso), e l'avevo piantato bene nella terra. Poi mi ci ero sdraiato davanti, mettendo il corpo in modo che alla gente che passava in macchina davanti a casa nostra sembrasse che ero stato pugnalato a morte. Il fatto che il papà stesse passando il tosaerba con indifferenza rendeva (secondo me) la scena ancora più macabra. Immaginate di passare in macchina davanti alla tipica villetta di periferia in una tipica stradina di periferia in un tipico quartiere di perfieria nell'America di inizio Ventunesimo secolo. Un uomo sta tagliando l'erba. Ad un certo punto voltate la testa e l'occhio vi cade su questo ragazzino, tredici anni, castano, in maglietta, jeans e scarpe da ginnastica. È steso sul prato e ha un coltello piantato nella schiena. Orrore! Cosa fareste a quel punto? Vi girereste dall'altra parte, facendo finta di non aver visto niente? Chiamereste l'ambulanza? Vi fermereste, facendo notare all'uomo che taglia l'erba che suo figlio sembra proprio morto? Inchiodereste, e scendendo al volo dalla macchina gli pratichereste la respirazione bocca a bocca? Oppure cos'altro?"
Trevor, James Lecesne


"Prima i colori.
Poi gli esseri umani.
È così che di solito vedo le cose.
O almeno ci provo.
In tutta sincerità, mi sforzo di prendere la faccenda allegramente, anche se, a dispetto delle mie proteste, la maggior parte delle persona trova difficile credermi. Per favore, fidati di me. Posso davvero essere allegra. Posso essere amabile. Affettuosa. Affabile. E queste sono sole le parole che cominciano per A. Non chiedermi però di essere bella: essere bella non è da me."
Storia di una ladra di libri, Markus Zusak


E voi cosa ne pensate? Quanto sono importanti per voi gli incipit? Quali sono i vostri preferiti?


giovedì 8 marzo 2018

IL PIACERE DI LEGGERE: CUORE O TESTA?

Ultimamente mi è capitata una cosa curiosa. Ho letto due libri (che novità direte voi!), oggettivamente poveri di trama ma che mi hanno lasciato sensazioni diametralmente opposte. Il primo mi ha conquistata a tal punto da rendermi conto dell'inconsistenza della trama solo a conclusione del romanzo, nel secondo la pochezza di contenuto si sentiva schiacciante come un macigno ad ogni cambio pagina. Da qui mi sono irrimediabilmente chiesta quali fossero i miei parametri di giudizio. Il caso ha voluto che mi comparisse in bacheca l'invito ad un corso sul passaggio dalla lettura emozionale all'analisi critica. Le domande erano ormai diventate troppe: avevo sempre recensito basandomi su una lettura di sensazioni? Potevo davvero dare una valutazione alta solo perchè avevo provato forti emozioni, solo perchè avevo letto con grande voracia o mi ero particolarmente legata a un personaggio? Beh, alla fine mi sono risposta che sì, potevo fare tutte queste cose.

Andiamo con ordine.

I libri cui faccio riferimento all'inizio di questo post sono La distanza tra le stelle di Lily Brooks-Dalton, autoconclusivo, e Ignite me di Tahereh Mafi, terzo e ultimo-non-più-ultimo capitolo della serie Shatter me.

Di seguito le impressioni.

La distanza tra le stelle si presenta come un romanzo ripetitivo, lento, quasi privo di dialoghi, un romanzo dove tutto quello che succede fa riferimento al passato dei protagonisti. La lettura è faticosa e pesante e ogni volta che sembra esserci un minimo di iniziativa svolta a muovere la situazione, finisce bruscamente il capitolo e si riparte con una nuova interminabile litania su quanto è brutto e cattivo il mondo. Prima di esprimere un giudizio pesantemente negativo sull'opera mi son detta che forse l'autrice ha scelto di non arricchire la narrazione di eventi per permettere al lettore di compiere un'analisi introspettiva del romanzo, ed essendo per questo stata una scelta consapevole, il mio giudizio sarebbe dovuto essere più oggettivo. Insomma, il mio giudizio emozionale era un 2, ma si meritava forse di più?

Con Ignite Me è accaduto l'esatto opposto. Lo stile di scrittura avvincente e scorrevole combinato con personaggi estremamente sfaccettati e piacevoli mi hanno fatto volare a fine libro in un batter d'occhio. Le intense emozioni mi hanno fatto affezionare alla storia. Alla fine dei conti Ignite Me mi era proprio piaciuto. Girando l'ultima pagina, però, mi sono resa conto che qualcosa mi aveva lasciata insoddisfatta: cosa avevo appena letto? Cosa era appena successo in 300 e più pagine? Poco niente. La verità è che dal punto di vista del contenuto era estremamente povero. La Mafi aveva passato centinaia di pagine ad accumulare dialoghi su dialoghi e a reiterare gli stessi comportamenti, lasciando uno spazio pari a un'esigua manciata di pagine alla vera azione. Una serie di 3 libri si era così risolta in un finale sbrigativo e banale. Eppure, oltre alla delusione, provavo ancora un forte amore. Come era possibile che mi fosse piaciuto tanto? Era forse perchè, essendo il terzo libro di una serie, avevo già un background alle spalle? Era stato lo stile di scrittura l'elemento vincente? Potevo dare tanto peso a un solo elemento?

Ho pensato per giorni alla diatriba che avevano scatenato in me questi due libri. A cosa fosse più giusto fare. A quale fosse il modo più onesto per esprimere un giudizio. Alla fine mi sono risposta che nessuna media di voti, percentuale o statistica sarebbe stata la scelta più adatta. In fondo non sono un recensore professionista. Alla fine ho scelto di seguire il cuore e le emozioni, di assecondare pensieri e sensazioni perchè l'unico reale giudizio che avevo voglia di trasmettere al prossimo lettore era un puro e semplice giudizio emozionale. Forse voi non sarete d'accordo, ma se trasformassi la mia lettura di cuore in un'asettica analisi critica sarebbe la fine del mio piacere di leggere.


lunedì 10 aprile 2017

RIPRENDENDOMI LE MIE PASSIONI: NUOVA GRAFICA, POST RANDOM & FACEBOOK!

Io odio il rosa...
Io odio il rosa...
Io odio il rosa...

E ALLORA PERCHÈ IL MIO BLOG È DIVENTATO TUTTO ROSA?


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NUOVA GRAFICA
Ma perchè è primavera! Esce il sole, sbocciano i fiori e io riempio il blog di un colore che normalmente... VADE RETRO!, ma che in questo contesto mi infonde una grande serenità, vivacità, allegria e speranza. Ormai la vecchia grafica iniziava a starmi stretta, era diventata anonima, vuota e triste. E quale migliore occasione per un restyling completo? Spero possiate adorarla quanto me!
SPRING IS COMING, PEOPLE! Aspettate, forse non era così...

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POST RANDOM
Da oggi in poi siete tutti avvisati. Purtroppo appariranno post solo sporadicamente, di tanto in tanto, quando potrò mettermi davanti a un computer a scrivere, ma vi prometto che appariranno! Sono cambiate molte cose per me negli ultimi 6 mesi, cose che mi impediscono di coltivare la mia passione come vorrei. Eppure più ci penso, più mi sembra sbagliato lasciar perdere e rinunciare al blog del tutto. Sono ben consapevole che, nonostante le buone intenzioni, la mia attività qui nella blogosfera sarà ridotta all'osso, ma spero che di tanto in tanto rimarrà qualcuno interessato a leggere i miei pensieri.

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FACEBOOK 
Vorrei fare un tentativo, chissà che magari riesco a portare a termine un qualche proposito. Pensavo di iniziare a tenere più aggiornata la pagina facebook (qui) con rapidi update delle mie letture, impressioni a caldo, citazioni, con qualunque cosa possa tenermi in contatto con voi, senza dover aspettare di trovare la giornata ideale per mettermi a scrivere un post. Buuuut, I'm not so sure. Ho un po' paura di ritrovarmi a parlare da sola. Vi potrebbe interessare interagire in questo modo?

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Insomma, voglio cercare di dare di nuovo voce al desiderio di condividere una passione capace di unire così tanto le persone. Non sarà come all'inizio, ma meglio che mandare tutto al diavolo!

Spero di trovarvi ancora qui nel prossimo post, pensavo di aggiornarvi su alcune delle letture che ho fatto nell'ultimo periodo!

Un forte abbraccio,

lunedì 19 dicembre 2016

Recensione "Lonely Souls" di Andrea Romanato

Salve compagni di letture,
ogni tanto riesco a fare una toccata e fuga qui nella blogosfera e *udite udite* oggi è uno di quei giorni. Sempre più spesso mi capita di passare da voi e di leggervi senza lasciare un mio pensierino e questo mi fa sentire terribilmente in colpa. Ma credetemi, IL TEMPO MI STA FAGOCITANDO. E infatti, con mio grande disappunto, ho impiegato una settimana e più per riuscire a sedermi davanti al pc e condividere con voi una nuova recensione. Purtroppo non sarà una di quelle recensioni entusiaste e accorate di quando non si riesce a smettere di pensare al romanzo appena concluso. Sarà una di quelle recensioni che ti lasciano con l'amaro in bocca. Ovviamente si tratta di una pura opinione personale, per cui non è assolutamente mia intenzione offendere nessuno (autore in primis) con le mie parole.



Titolo: Lonely Souls: Le streghe di New Orleans
Autore: Andrea Romanato
Data di pubblicazione: 30 Giugno 2016
Prezzo: € 9,99
Trama: Il protagonista è un ragazzo newyorchese, Erik Crane, che si ritrova mezzo morto dopo aver subito un'aggressione da parte di alcuni individui nel tentativo di salvare una ragazza. Quest'ultima gli sussurra delle parole incomprensibili e lui sviene. Quando si risveglia si rende conto di essere nel corpo di una ragazza di nome Evaline e che si trova a New Orleans. 
Un anno dopo, tornando a casa da lavoro, aiuta un'altra ragazza da un aggressore maniaco armato di machete. Quell'incontro e quella ragazza segneranno per sempre la vita di Erik, trascinato sempre di più nel mondo segreto delle streghe e delle loro sanguinose leggi.



RECENSIONE

Ci sono volte in cui stroncare un libro è semplice. Perché non conosci l'autore, perché la trama fa acqua da tutte le parti, perché la storia è arida. Ci sono volte in cui l'autore si pone in modo così garbato nei tuoi confronti, vedi così tanto potenziale nella sinossi e le premesse per amarlo sono lì che ti chiamano, che quando finisci per esserne delusa provi quasi dolore. Pensavo che Lonely Souls sarebbe stato in grado di rapirmi e catturarmi, invece tutto ciò che associo a questo romanzo è sbigottimento.
I dialoghi, la trama, la caratterizzazione dei personaggi sono tutti elementi intrisi di assurdità. Le dinamiche sono irrealistiche e questo porta il lettore a storcere il naso troppo spesso, allontanandolo dall'immedesimazione.
Il fatto poi che il corpo della protagonista, Evaline, fosse abitato da un ragazzo mi ha creato non poca confusione. Non sono riuscita a comprendere il perchè di questa scelta, dato che per tutto il romanzo l'unico a sapere dell'esistenza di EriK è il lettore. E allora perchè inserirlo? Che valore dà in più alla storia? Poco o nulla.
Lonely Souls è 90% combattimenti e 10% di gente che ospita gente senza alcun criterio. Ok che la trama ruota intorno a faide tra congreghe di streghe, ma leggere di scontri e massacri a ogni pagina alla lunga appesantisce il romanzo. E soprattutto vogliamo conoscere un attimino una persona prima di ospitarla in casa nostra?
Altra nota dolente, purtroppo, sono i continui errori di battitura. Capisco che qualche refuso possa sfuggire, ma qui il numero di parole scritte in modo errato supera i livelli accettabili. Suggerirei con molto garbo una revisione da parte dell'autore.
Nonostante le numerose pecche, Lonely Souls offre comunque qualche spiraglio di luce. Apprezzabile infatti la volontà dell'autore di affrontare i temi dell'amicizia e della solidarietà reciproca. Molto carina anche la concezione di stregoneria presentata e declinata in molteplici tipi.
Tutto questo, però, non è bastato a far decollare il romanzo. Leggendo Lonely Souls ho percepito una scrittura ancora acerba, ma che se fosse coltivata e allenata potrebbe portare a risultati più validi. Perchè questo titolo in particolare, a conti fatti, purtroppo non mi sento di consigliarvelo.


lunedì 5 dicembre 2016

You're on my radar #2

Rubrica a cadenza mensile, ideata da Jessica del blog The secret life of a book,
in cui vi mostro le mie aggiunte alla wishlist e gli estratti delle trame. 


Caro Babbo Natale,
questo mese ho aggiunto ben 14 LIBRI alle mia wishlist e non sono riuscita e recuperarne neanche uno. Non è che riusciresti a portarmeli tu? Ti allego la lista, non si sa mai che ne dimentichi qualcuno!



Già, “rosa”: un genere che Aidan disprezza. Perché secondo lui quella è robaccia e non letteratura. E chiunque al giorno d’oggi è capace di scrivere una banale storia d’amore… O no?

"Esiste un metodo per la felicità duratura? Si può imparare il faticoso mestiere di vivere giorno per giorno in modo da farne addirittura un'arte della gioia quotidiana?"

Se Sal non è chi pensava di essere, allora chi è?





La prima cosa che vorrete sapere su di me è: sono un ragazzo o sono una ragazza? 

Sono una ragazza che crede nella scienza e nei fatti. Non nel destino. O nei sogni che non si avvereranno mai.
Yuko, diciassettenne ribelle, lascia la famiglia per diventare poeta. Ma la sua poesia, dedicata interamente alla neve, è troppo bianca, e per imparare a darle colore Yuko deve seguire gli insegnamenti del vecchio poeta Saseki, ormai divenuto cieco.





Ferito in battaglia, il giovane Otto volta le spalle alla Morte, e viene soccorso da un misterioso indovino, che gli regala sei dadi magici, e gli predice l'incontro con l'amore della sua vita.

Ecco cosa sa Sam. C'è stata una festa. C'è stato uno scontro. Il mattino dopo, il migliore amico di Sam, Hayden, era morto. 
Sono completamente agli opposti. Ma hanno una sola cosa in comune: loro - come chiunque altro - sono fatti di molecole. 





Immagina di vivere con tua zia, che ti odia così tanto da spedirti a fare un terribile tirocinio. Immagina di scappare via prima che questo accada. Immagina di poter vedere i fantasmi e di parlare con i morti. 

Bridge è una sopravvissuta che si domanda perchè sia ancora viva. Emily ha delle nuove curve e un quasi-fidanzato che vuole un certo tipo di immagine. Tabitha vede attraverso i giochi di tutti - o questo è quello che dice al mondo.
Lei lavorava per il governo degli Stati Uniti, per un'agenzia così segreta che non ha neanche un nome. È un'esperta nel suo campo, ma adesso sa qualcosa che non dovrebbe sapere, e i suoi ex capi la vogliono morta. Subito.





Sono passati due anni e mezzo da quando la mamma di Cassie l'ha lasciata in un istituto mentale contro la sua volontà e ora, all'età di diciotto anni, Cassie è finalmente in grado di riavere indietro la sua vita ed entrare nel mondo alle sue condizioni.
Esercizi di stile è un esilarante testo di retorica applicata, un'architettura combinatoria, un avvincente gioco enigmistico. Tutto vero, però è anche un manifesto letterario (antisurrealista), è un tracciato di frammenti autobiografici, è la trascrizione di una serie di sogni realmente effettuati da Queneau. È perfino un testo politico, nonché un'autoparodia.


Grazie, grazie, grazie caro Babbo Natale!
Ti aspetta un camion pieno di latte e biscotti quando arrivi!


Con affetto,

mercoledì 23 novembre 2016

Segnalazioni! ...Incontri con Ade, streghe e traduzioni freelance

Buongiorno miei cari!
Gli ultimi giorni sono stati un po' tristi, ma oggi posso finalmente rifugiarmi nel mio angolino preferito e scacciare via i brutti pensieri. Con cosa? Ecco che arrivano segnalazioni fresche e frizzanti di romanzi alquanto interessanti!


*si accettano calorosi applausi per la rima*




Titolo: Il bacio di Ade 
Autore: Irene Colabianchi
Genere: Paranormal Romance
Data di pubblicazione: 30 ottobre 2016
Prezzo: € 2,99

Trama 
E se Ade stesse cercando proprio te?

Chloè, una diciassettenne americana, si è appena trasferita in California, in una città che non conosce ed è alle prese con un ambiente totalmente nuovo. 

Chloè è sempre stata una ragazza semplice e simpatica e, quindi, non trova per niente difficile ambientarsi nella nuova città di Palo Alto. E tra tutti, ha attirato soprattutto l’attenzione dell’irresistibile Jude Dallas, che non riesce proprio a distogliere lo sguardo da lei. Per quanto Jude Dallas risulti follemente attraente e intrigante, Chloè sente che nel ragazzo c’è qualcosa che non va. 
Jude è prepotente e pericoloso, lo dicono un po’ tutti, e il suo fascino è solo una maschera, una maschera che nasconde la sua vera natura. 
Chloè ha ragione: Jude è diverso da lei, da tutti. 
Jude è il Re degli Inferi, è Ade. E sta cercando proprio Chloè. 
Quando Chloè scopre la vera natura di Jude, la confusione e la disperazione prendono il sopravvento su quel briciolo di attrazione che cominciava a provare per lui. Ora Chloè vorrebbe soltanto vederlo sparire dalla sua vita. 
Eppure… Chloè ha l'occasione di conoscere in maniera più approfondita il dio greco e inizia a capire che i miti narrati nei libri, non sempre corrispondono alla realtà. Lui è crudele, sì, egoista e prepotente, ma farebbe di tutto per Chloè, pur di compiacerla. Chloè, d’altro canto, comincia a provare una profonda attrazione per lui ed il suo mondo.
Ade sarà in grado di conquistare l’affascinante e sicura Chloè?


Dove acquistare: in tutti gli store online e in cartaceo scrivendo all'email irecola999@gmail.com o sulla pagina Facebook dell'autrice 








Titolo: Lonely Souls: Le streghe di New Orleans
Autore: Andrea Romanato
Data di pubblicazione: 30 Giugno 2016
Prezzo: € 9,99

Trama 

Il protagonista è un ragazzo newyorchese, Erik Crane, che si ritrova mezzo morto dopo aver subito un'aggressione da parte di alcuni individui nel tentativo di salvare una ragazza. Quest'ultima gli sussurra delle parole incomprensibili e lui sviene. Quando si risveglia si rende conto di essere nel corpo di una ragazza di nome Evaline e che si trova a New Orleans. 

Un anno dopo, tornando a casa da lavoro, aiuta un'altra ragazza da un aggressore maniaco armato di machete. Quell'incontro e quella ragazza segneranno per sempre la vita di Erik, trascinato sempre di più nel mondo segreto delle streghe e delle loro sanguinose leggi.








Vorrei infine spendere qualche parola in più a favore di una ragazza che mi ha contattato per promuovere la sua attività di traduttrice. Nella sua mail, Marianna mi ha spiegato di essersi iscritta a una piattaforma chiamata Babelcube.com, che le permette con il suo lavoro di traduzione di portare nel nostro panorama libri ancora inediti in Italia. 

Ecco come funziona Babelcube più nel dettaglio:

Babelcube.com, per chi non lo conosce, è un sito che permette ai traduttori freelance di mettersi in contatto con gli autori che desiderano vedere le loro opere pubblicate in lingue diverse senza anticipare alcuna spesa. Sia il traduttore sia l’autore, guadagnano una percentuale sul venduto.  Non c’è bisogno di un editore. Basta che l’autore possieda i diritti di traduzione e in Italia potrebbe essere pubblicato qualsiasi libro. L’unico aspetto negativo è che Babelcube non offre servizi di promozione, per cui sarà il traduttore a doversene fare carico.

Trovo quest'iniziativa ammirevole e per questo ho voluto segnalarvelo, nonostante - devo ammetterlo - i libri che mi ha indicato non sono esattamente nelle mie corde. Ma so che potrebbero stuzzicare la curiosità di qualcuno di voi quindi.... ecco qui le sue traduzioni!




Titolo: Freddo come le pietra 
Serie: I tornado D'Acciaio - Vol.1
Autore: Olivia Rigal
Genere: Romance
Casa Editrice: Babelcube


Trama 
Il suo corpo muscoloso è premuto contro la mia schiena e non riesco a distogliere lo sguardo dal nostro riflesso nello specchio.
Una delle sue mani lascia il mio seno e scompare, invisibile ma presente.

Brian Hatcher ha un bel coraggio, pensavo di non rivedere mai più la sua faccia.
Ha lasciato la polizia per unirsi ai Tornado D’Acciaio, la stessa gang su cui stava indagando mio fratello.
Lo odio.
Dovrei odiarlo.
Voglio odiarlo.
Ha voltato le spalle a tutto ciò per cui si batteva.
Eppure lo voglio, anche se è diventato un motociclista freddo come la pietra.





Titolo: Freddo bruciante
Serie: I tornado D'Acciaio - Vol. 2 
Autore: Olivia Rigal
Genere: Romance
Casa Editrice: Babelcube


Trama 
Guardo con piacere mentre i suoi fianchi si sollevano dal materasso. Voglio sprofondare dentro di lei e spegnere il fuoco, ma non lo faccio. Non importa quanto lo voglia, non fin quando non si arrenderà.

Mi chiamo Brian Hatcher e voglio tutto.
Voglio il controllo del club motociclistico che gestisce mio padre, l’assassino del mio amico David, e più di tutto Lisa, la sorella di David.
Voglio Lisa con me sulla moto, nel mio letto, e sotto l’incantesimo del mio freddo bruciante.
Non m’interessa l’incertezza di Lisa sul ruolo giocato dai Tornado D’Acciaio nella morte di David o il suo vecchio sogno di diventare procuratore distrettuale.
Non lascerò che i suoi desideri mi ostacolino.


A presto,

giovedì 17 novembre 2016

I miei primi passi nella lettura in lingua | Ovvero come un libro mi ha ispirato pt. 2

BONJOUR MY LOVELY READERS!
Ecco finalmente il secondo post ispirato dalla lettura di Everything, Everything, romanzo d'esordio di Nicola Yoon (QUI la recensione).

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Non sono un'assidua compratrice di libri in inglese, ma non sono neanche completamente estranea alla lettura in lingua. Prima di Everything, Everything ho letto altri romanzi, molto pochi diciamocelo, ma pur sempre meglio di niente.

Oggi leggere in lingua è una pratica molto diffusa, spesso giustificata da interminabili attese per le pubblicazioni italiane e prezzi esosi.

Mi sono avvicinata alla lingua inglese per gli stessi motivi. Il primo libro in assoluto che ho letto è stato My Sweetest Escape di Chelsea M. Cameron, secondo libro nella serie My Favorite Mistake. Non chiedetemi il perchè. Probabilmente se mi capitasse tra le mani adesso me ne terrei ben alla larga, ma all'epoca sembrava il libro giusto da cui partire. 

Poi ho proseguito con questi...



Non sono mai state letture a cadenza regolare. Passavano mesi tra un libro e l'altro perchè ero intimorita dalla lingua, perchè se leggevo in italiano potevo leggere più libri, perchè la lettura in lingua mi richiedeva uno sforzo e una concentrazione enorme.

Poi è arrivato Everything, Everything.

E ho deciso che la scelta di leggere un libro in lingua sarebbe stata dettata dalla volontà di migliorare la conoscenza dell'inglese, che sì, a scuola è sempre stata buona, ma decisamente insufficiente nella pratica e nella vita reale. 

Leggendo Everything, Everything ho incontrato molte parole a me sconosciute e di certo non ho potuto cercarle tutte. Così ho preso quelle più ricorrenti o quelle che mi impedivano di capire il senso di una frase e le ho scritte su un post-it. Ho poi attaccato il post-it all'inizio del libro.


È la prima volta che provo questo metodo, ma credo possa essere efficace. 
Scriverle su un quadernino a parte non servirebbe a nulla, se non a dare inizio a un elenco infinito di vocaboli. Scrivere la traduzione sopra la parola stampata men che meno. Al contrario, il metodo del post-it credo sia utile perchè man mano che aggiungo nuove parole, rileggere quelle precedenti mi aiuta a memorizzarle. In più preparare un post-it per ciascun libro mi permette di associare le parole nuove a quella determinata storia e, di conseguenza, ricordarle meglio.

Come ovviare, invece, al richiamo della pigrizia che offre la lettura in italiano? Come per tutte le cose non bisogna eccedere da nessuna delle due parti. Leggere troppi libri in italiano mi farebbe perdere il mio esercizio linguistico e, pertanto, la lettura saltuaria di un libro in lingua non produrrebbe grandi frutti. Dall'altra parte, eccedere con troppi libri in inglese mi farebbe stufare presto della lettura e rischierei di abbandonare tutto. Perciò, da qualche libro a questa parte, sto provando questa tecnica: alternare un libro in italiano a un libro in lingua! Per ora sta funzionando, vi terrò aggiornati! Spero davvero di riuscire a continuare con questo programma, perchè mi sprona molto a migliorarmi.

E così questa è la mia piccola esperienza con i libri in lingua. So che molti di voi non hanno problemi a leggere romanzi in inglese, per cui cosa ne pensate di questo metodo che sto provando ad adottare?

Attendo vostre novelle!

Con affetto,