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martedì 17 aprile 2018

STORIE DIETRO AI LIBRI

Vi capita mai di passare davanti alla vostra libreria e ripensare a come siete entrati in possesso di un libro piuttosto che un altro? Scommetto di sì! Ed è infatti da qui che il post di oggi ha preso vita. Ogni libro nasconde una propria storia, diversa da quella scritta tra le sue pagine, e oggi scoprirete alcune delle mie!



Fiori sopra l'inferno me lo ricorderò per sempre come "il libro dell'euro in più". Quando hai il 50% di probabilità di sbagliare è matematico che sbaglierai. E infatti questo è quello che è successo. Ero al mercatino dell'usato e c'erano due copie di questo stesso libro, una prezzata e l'altra no. Le guardo entrambe e la copia prezzata aveva giusto quell'impercettibile angolino della costina piegato. Una roba che neanche si vedeva. Beh, io l'ho visto e d'istinto ho scelto l'altra. Arrivo alla cassa, chiedo conferma del prezzo, pago e mi dirigo alla macchina. Rifaccio i calcoli perchè fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio e MANNAGGIA A LORO l'ho pagato di più. UN EURO IN PIÙ. Ok, un euro non è niente ma IO AVEVO CHIESTO. E quindi adesso ogni volta che vedo Fiori sopra l'inferno nella mia libreria mi sento così:


Sarà per questo che non l'ho ancora letto?

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Rimaniamo in tema tirchiaggine e parliamo di Melody. Tranquilli, non sono tutte così le storie! Melody è il simbolo della mia esperienza al SalTo 2016. Le fiere di libri sono piene di persone che fanno spese folli per acquistare titoli che potrebbero prendere un qualunque altro giorno dell'anno. Io al Salone, invece, ci ero andata per due motivi: conoscere di persona le mie colleghe blogger e assistere ai vari incontri. E sì, essere circondata da milioni di libri. L'unica previsione di acquisto era da Libraccio, ma ahimè non ho trovato nulla. Come sono entrata in possesso di Melody quindi? Frannie. Il nome di una ragazza dolcissima che mi disse "non puoi andare via dal Salone senza neanche un ricordo!". E beh, eccolo qui! Anche se i ricordi più belli li conservo nella mia testolina!

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Altro libro, altra storia di... ops, questa volta non lo dico! Questo volumone qui, che non è un libro di narrativa ma è una fedelissima copia del Libro delle Ombre - per intenderci quello della serie tv Streghe - è stato il colpo di fortuna più grande che abbia mai avuto! Trovato a un mercatino dell'usato a un prezzo più che accettabile (nuovo costa più di 100 euro!), occasione del secolo, avevo ben deciso di lasciarlo lì. Sì, perchè io sono sempre L'ETERNA INDECISA. Salvo poi essere intervenuto Fidanzato, che con un gesto eroico l'ha comprato a mia insaputa e me l'ha regalato. Quando, con la scusa di prendergli qualcosa in un borsone, me l'ha fatto trovare, la sorpresa è stata grandissima. E ora è uno dei miei tesori più grandi, soprattutto dal punto di vista affettivo. 

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Last but no least, vi ricordate di Maus? L'ho letto, amato e recensito il mese scorso. Questa è la storia di come mi piace fare regali alle persone e poi chiederli in prestito prima ancora di farglieli leggere. Sono un mostro lo so, ma gridava LEGGIMI! E chissà quanto tempo avrei dovuto aspettare per farlo! Ditemi che mi capite. Mi capite? E poi questa è stata la prima e ultima volta, parola di lupetto!

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E dietro ai vostri libri si nasconde qualche storia? Raccontate, sono curiosa!

A presto,


lunedì 19 marzo 2018

RECENSIONE: MAUS DI ART SPIEGELMAN

Ed eccomi di nuovo qui, pronta a digitare freneticamente un tasto dietro l'altro nella speranza di tenervi un po' di compagnia. Non ricordavo quanto fosse difficile mettersi davanti al computer a scrivere una recensione.
Titolo: fatto  
Dati del libro: fatto  
Recensione: FOGLIO BIANCO. E adesso cosa scrivo?



Titolo: Maus
Autore: Art Spiegelman
Editore: Einaudi Editore
Data di pubblicazione: 29 Settembre 2010
Prezzo: € 20,00

Trama: La storia di una famiglia ebraica tra gli anni del dopoguerra e il presente, fra la Germania nazista e gli Stati Uniti. Un padre, scampato all'Olocausto, una madre che non c'è più da troppo tempo e un figlio che fa il cartoonist e cerca di trovare un ponte che lo leghi alla vicenda indicibile del padre e gli permetta di ristabilire un rapporto con il genitore anziano. Una storia familiare sullo sfondo della più immane tragedia del Novecento. Raccontato nella forma del fumetto dove gli ebrei sono topi e i nazisti gatti.


RECENSIONE   

Inizierò così: erano due anni che non davo 5 stelline ad un libro. 2 ANNI. Sì, sono andata a controllare su Goodreads, il sacro sito di ogni appassionato di lettura. A quanto pare oltre che per i soldi ho le braccine corte anche per le valutazioni. Il fatto è che le 5 stelline strepitano "libro della vita", "capolavoro", "non ti scorderai mai più di me", "ne parlerai ovunque", "anche un sasso saprà quanto ti è piaciuto questo libro", "farai venire il mal di testa a tutti". E sapete, è difficile trovare un libro così.
In realtà Maus non è proprio un libro (nel senso di romanzo), è stato pubblicato sul mercato editoriale come fumetto, ma a me piace più definirlo un romanzo grafico. Uso l'espressione romanzo grafico perchè la parola scritta è tanto importante quanto il disegno. Non c'è preponderanza nè dell'una nè dell'altra parte e questo è forse l'elemento che più mi ha permesso di vivere questo testo come un'esperienza sensoriale. Senza una narrazione così fitta non sarei riuscita a seguire il filo della storia. Senza un tratto grafico tanto carico non sarei riuscita a sentirmi così fortemente dentro la vicenda.
Ma di cosa parla questo libro? Maus racconta fedelmente la storia di Vladek Spiegelman, padre dell'autore, in una biografia che intreccia i momenti della sua vita prima, durante e dopo la sua permanenza nei campi di concentramento. Se il prima e il durante possiamo immaginarlo (in fondo quanti film e libri ci sono sull'argomento?), il cosa significa sopravvivere è senz'altro una scoperta. Almeno per me è stato così. Vi siete mai soffermati a pensare quanto l'esperienza del campo possa influenzare la vita di un sopravvissuto pur avendo riacquistato la propria libertà?
A questo punto starete aspettando di leggere quali sono i motivi per cui questo fumetto mi sia piaciuto così tanto. Potrei dirvi che è stato per l'incredibile cura dei dettagli, per il crudo realismo, per l'impatto del simbolismo, per i personaggi così tangibili o per la fatica con cui si gira pagina. Certo, queste sono tutte cose che ho apprezzato per davvero, ma la verità è un'altra e ve l'ho accennata prima. Ciò che rende questo libro tanto unico e che lo eleva a capolavoro indiscusso è la sua capacità di farti vivere un'esperienza sensoriale a 360°: un'esperienza fatta di profumi, di sapori, di visioni, di emozioni, di disgusto e di affetto, di fatica, di disprezzo, di paura, di amore e di forza. È la sua capacita di farti sentire un po' Art e un po' Vladek, il suo potere di farti ritrovare diviso tra un uomo così vicino a te ed uno così lontano.

Perchè la verità in fondo è che Maus non si legge, Maus si vive.