lunedì 10 giugno 2019

Recensione "Le parole che non ti ho detto" di Nicholas Sparks

Buongiorno lettori,
sto cercando di scrivere un'introduzione da quasi un'ora, ogni volta mi dimentico come si fa. Ma poi in fondo penso: non è la ricerca di un'introduzione essa stessa un'introduzione? Sì, un po' come lo yogurt Muller.




Per cui signore e signori, amici e parenti, cani e gatti, siamo qui riuniti oggi per celebrare la recensione di un libro che avrei dovuto leggere molto tempo fa.

Per saperne di più, beh, sapete cosa fare!


Titolo: Le parole che non ti ho detto
Autore: Nicholas Sparks
Editore: Sperling & Kupfer
Data di pubblicazione: Settembre 2004
Prezzo: € 8,50
Trama: Durante una vacanza Theresa, un'affascinante giornalista in carriera, trova su una spiaggia una bottiglia che contiene una lettera: sono le strazianti parole di un uomo, Garrett, che ha perso la donna amata. Un messaggio che turba e commuove Theresa fino a spingerla a cercare chi lo ha scritto. Per una serie di coincidenze, il suo desiderio si avvera: lei e Garrett si incontrano e tra loro sboccia una passione travolgente. Che tuttavia non è al riparo dalle tempeste della vita. Un romanzo struggente che ha ispirato l'omonimo film con Kevin Kostner.



RECENSIONE 

Vorrei iniziare questa recensione citando un antico e saggio proverbio cinese: meglio tardi che mai. Va bene va bene, di cinese non c'è nulla (se non quel fantastico involtino primavera che mi sono scofanata a pranzo... non ditelo a nessuno mi raccomando!) ma sapete com'è, no? Ehm, no forse non lo sapete.

Dunque, andiamo subito al sodo. [non l'uovo eh! Mi sa proprio che ho qualche problemino con il cibo...]

Ebbene... 
*rullo di tamburi*
Ho letto il mio primo libro di Nicholas Sparks e mi è piaciuto!




Mi raccomando non troppo entusiasmo.


Ecco, io un po' eccitata lo sono, perchè vi devo confessare che Sparks è un autore che non mi ha mai attiratto più di tanto. Il motivo proprio non lo so. Ma poi è successo che mi è stato regalato questo libro nel periodo più nero possibile per la lettura, quello in cui ogni 10/15 pagine lette abbandonavo un libro per iniziarne uno nuovo, quello in cui ero diventata un blocco del lettore che cammina, quello in cui sembrava che nessuna storia fosse più capace di emozionarmi, finchè in un attimo Garrett e Theresa sono stati in grado di riportarmi alla vita.

Intendiamoci, "Le parole che non ti ho detto" è un libro pieno, pienissimo di difetti e mancanze e imperfezioni e il mio compito è proprio quello di analizzarle e di discuterne insieme, ma non posso ignorare le corde che Sparks ha saputo toccare.

Iniziamo quindi da qui, dai lati positivi di questo libro, prima che la parte razionale riesca a prendere il sopravvento.
Il fatto è che, ancora una volta, mi sono lasciata abbindolare dalle emozioni. La scrittura di Sparks è, infatti, un frullato di sentimento, di cuore, di passione ed emotività. È un concentrato di eccitazione e turbamento, una combinazione di tenerezza e fragilità. Insomma, è l'emblema del mio solito punto debole: in fondo mi basta una matita e un post-it per essere felice.

Perciò ecco, se vi devo dire cosa mi è piaciuto de "Le parole che non ti ho detto", la lista si esaurisce in soli 3 punti:
1. La delicatezza e la sensibilità con cui viene portata avanti l'idea alla base del libro.
2. Jeb, padre del protagonista, ovvero l'unico personaggio con cui mi sono trovata concettualmente d'accordo.
3. Il finale, che è una vera e propria bomba.

Tutto il resto...
un grosso enorme gigantesco meh.

Anche qui i problemi principali sono facilmente individuabili. 

Il primo è la trama, che è completamente assente: non c'è ricchezza di contenuto, di vicende, nè di azione. Questo libro è un brodo che cuoce lento per 335 pagine e che non viene mai girato o insaporito da nuovi ingredienti. Ciò che ne consegue è una grande superficialità dei temi trattati.

Il secondo punto riguarda i due protagonisti, nonchè gli unici altri elementi che si possono analizzare all'interno di una storia tanto scarna.

Nei primi capitoli del libro Theresa trova sulla spiaggia una bottiglia che contiene una lettera: una struggente e straziante lettera d'amore che uno sconosciuto ha affidato alle cure del mare. Un grido d'aiuto tanto disperato quanto romantico, devastante, triste. Un grido che commuoverà Theresa a tal punto da spingere a cercare l'autore di quella lettera.


"[...]E con il cuore a pezzi rimango a guardarti mentre sparisci piano piano. Cerco disperatamente di ricordare ogni particolare di questo momento, ogni particolare di te. Ma presto, sempre troppo presto, la tua immagine svanisce e la nebbia ritorna da dove è venuta, e io resto solo sul molo e non m'importa di ciò che pensano gli altri mentre chino la testa e piango, piango, piango."

Certo, fino a qui tutto molto bello, se non fosse che il rapporto che si instaura tra i due protagonisti non è sano. Avete presente quando si dice "prima di poter stare con un'altra persona devi imparare a stare bene con te stesso"? Ecco, a quanto pare loro due questo detto non l'hanno mai sentito.

Garrett, soprattutto, è un'anima profondamente tormentata dal proprio passato e decisamente poco equilibrato dal punto di vista psicologico. Eppure l'autore ignora questo fatto e lo fa agire come se quella con Theresa fosse la storia d'amore più romantica e dolce di sempre. NO! NO! NO! Ripetete con me: non c'è niente di poetico in tutto questo. Garrett ha chiaramente bisogno di un sostegno psicologico e non solo per superare gli eventi traumatici che hanno segnato la sua vita, ma anche per lavorare sul proprio carattere. Non giriamoci intorno: Garrett è un uomo possessivo, appiccicoso e disturbato e renderlo l'autore di lettere d'amore che farebbero sciogliere anche un cubetto di ghiaccio dentro al freezer non servirà a nascondere questi problemi del suo carattere.

Per fortuna Theresa si presenta come un personaggio decisamente più maturo e strutturalmente valido, seppur non abbia empatizzato per niente con lei.

Inoltre il libro è pieno di dinamiche tra i vari personaggi del tutto inverosimili: dal primo incontro tra i protagonisti, all'insta-love, al modo in cui interagiscono Garrett e Kevin (il figlio di Theresa), ai vari spostamenti in aereo. Non c'è niente di credibile, niente di veritiero. Sfido chiunque a dirmi che nella realtà potrebbe succedere ciò che Sparks racconta.

Lo so cosa state pensando dopo questo interminabile sproloquio... "scusa Chiara, ma non avevi detto che il libro ti era piaciuto? Perchè sai, dopo tutto quello che hai scritto non sembra...". E invece sì, certo che mi è piaciuto.
Perchè un libro non si legge solo di testa, ma anche di pancia ed è quella che mi frega tutte le volte. È la pancia che mi spinge a dirvi che la bellezza di un libro, a volte, sta anche nelle sue imperfezioni, se le sensazioni e le emozioni che vi suscitano vi fanno star bene. E, nonostante tutto, leggere "Le parole che non ti ho detto" mi ha fatto star bene.




martedì 15 gennaio 2019

Recensione "Ti amo per caso" di Brittainy C. Cherry

Salve salvino lettori!
Nuovo giorno, nuova recensione ...eeeeeh macarena! Su, non siate timidi. Ballate con me!


Che si aprano le danze alla recensione più giffata di sempre!

Pronti?
3, 2, 1... VIA!



Titolo: Ti amo per caso
Autore: Brittainy C. Cherry
Editore: Newton Compton Editori
Data di pubblicazione: 12 luglio 2018
Prezzo: € 5,90
Trama: Mi avevano messa in guardia su Tristan Cole. «Stai lontana da lui», mi diceva la gente. «È crudele». «È freddo». È semplice giudicare un uomo dal suo passato. Troppo facile guardare Tristan e vedere un mostro. Ma io non potevo farlo. Ho riconosciuto il male che si portava dentro, perché era simile a quello che viveva in me. Eravamo due persone svuotate. Entrambi alla ricerca di qualcosa di diverso. Qualcosa di più. E insieme abbiamo deciso di provare a mettere insieme i frammenti del nostro passato. Poi, forse, potremo finalmente ricordarci di respirare.



RECENSIONE 

A volte capitano quei momenti in cui scopri un'autrice nuova, ti approcci ai suoi libri per curiosità e in una manciata di pagine ne rimani folgorata. Grazie alla dolcezza de L'amore arriva sempre al momento sbagliato e alla delicatezza di Hai bussato al mio cuore, credevo di aver trovato nella Cherry una penna originale, profonda, tagliente. Credevo di aver trovato la mia nuova autrice del cuore. Ma come spesso accade il mondo che credevi fatto di unicorni e arcobaleni si sgretola davanti ai tuoi occhi e ciò che rimane è la nuda e cruda realtà.

*I'M A DRAMA QUEEN*

Leggere Ti amo per caso è stato come farsi una doccia gelata. Ti aspetti di sguazzare nel delicato e soffice stile di scrittura a cui la Cherry ti ha abituato nei suoi precedenti libri e invece ti ritrovi immersa in dialoghi folli e personaggi paradossali. Non ho ritrovato nulla e dico nulla dei tratti tipici di questa autrice. 

E così mi sono chiesta perchè.

...

E così mi sono data una spiegazione.

E qui, amici miei, la spiegazione può essere una sola.

Ma sssshh... nessuno deve sentire!

Ecco, così! Avvicinatevi...

Sottovoce...

RAGA, SECONDO ME LA NOSTRA AMICA BRITTAINY ERA UBRIACA QUANDO HA SCRITTO QUESTO LIBRO! Ma per forza!


Ci sono anche le prove.

Il punto è che nelle prime 15 pagine, dopo aver sgranato gli occhi almeno 6 volte, capisci già cosa succede nelle prossime 300. Il punto è che i personaggi e le situazioni che vengono proposte sono l'apoteosi dei peggiori clichè di sempre. Il punto è che gli eventi e i comportamenti adottati rasentano la follia.

Ma andiamo con ordine.

Tu sei lì, che pensi di iniziare la tua nuova lettura e conoscere per la prima volta quei personaggi che ti terranno compagnia per giorni e SBAM! TUTTI MORTI! (p.s. non è spoiler). In una manciata di pagine scopri che 4 persone (in ben tre situazioni diverse!) ci hanno già lasciato. Qualcuno ha detto clichè? Numero 1 andato .

Ma va beh... facciamo finta di niente. E invece ci interessa proprio.




Un bel respiro e si prosegue la lettura. È giunta l'ora di conoscere i personaggi.
Adone freddo e tenebroso odiato dall'intera città: c'è .
Adone sopra citato che CASUALMENTE (e che caaaaso...) è anche il nuovo vicino di casa: c'è .
Damigella spezzata dal dolore: c'è .
Amica mangiatrice di uomini: c'è .

Ok, ok, analizziamo il contenuto allora.

Volgarità gratuite, linguaggio scurrile, allusioni al sesso ogni tre righe: ci sono .
Scene erotiche come se piovesse: idem con patate .

Così eh, per fare degli esempi.


PER ME È NO.

Eppure non posso parlarne solo in negativo, perchè la verità è che leggere Ti amo per caso mi ha anche regalato gioie. Le parole scivolano veloci sulla carta, i personaggi diventano pagina dopo pagina decisamente più simpatici, e in diversi punti si rischia anche di sentire le farfalle nello stomaco. Va bene, va bene, lo ammetto: non è che si rischia, io le ho sentite forte e chiaro! E quelle frasi... Oh, quante frasi che ho sottolineato! Le citazioni sono state la parte migliore di questo libro perchè, ancora una volta, in alcune mi sono rispecchiata e in altre vi ho visto dentro una grande dose di coraggio. Un vero e proprio attentato alla mia sanità emotiva insomma.

Sì, ci sono andata vicino.
Sono stata indecisa per giorni su come valutare questo libro, se lasciarmi tentare da un giudizio dato di pancia o basarmi su una riflessione accurata e razionale. È difficile riuscire a sconsigliare in modo categorico questo libro perchè, nonostante i tanti difetti che possiede (e fidatevi che ce ne sono), la Cherry resta capace di farti cadere nella sua trappola. Non è certamente il suo romanzo più riuscito, non è oggettivamente un libro valido dal punto di vista del contenuto, non spicca per originalità, ma sa intrattenerti, sa commuoverti, sa divertirti e sa tenerti compagnia e queste sono qualità che non tutti i romanzi hanno.

Perciò, se non avete mai letto nulla di questa autrice, il mio consiglio è di mettere momentaneamente da parte Ti amo per caso, perchè potreste farvi un'idea sbagliata delle capacità della Cherry, ma non rinunciate a conoscere questa giovane penna. Da dove iniziare quindi? Hai bussato al mio cuore, ma proprio a occhi chiusi.

Se invece conoscete già la sua penna vi dico buttatevi, leggetelo, ma con la consapevolezza di aver appena aperto un libro inevitabilmente e grossolanamente trash. Uomo avvisato... lo sapete, no? ;)

Alla prossima amici!







giovedì 27 dicembre 2018

Recensione "Danza o muori" di Ahmad Joudeh

Buongiorno lettori! 
In ritardissimo sulla tabella di marcia [ah, non sapevo neanche di averne una...] torno con una nuova recensione.
Com'è che si dice? Meglio tardi che mai, eh...

Dopo l'amore e la curiosità che una storia come Non stancarti di andare mi aveva suscitato, ho deciso che volevo approfondire ulteriormente la questione siriana, e così sono finalmente pronta a parlarvi di una delle mie letture di novembre.

Ehm, ehm,...

*colpo di tosse*

Sì, avete letto bene. Novembre.

Eppure, nonostante sia passato quasi un mese, la storia che Ahmad Joudeh mi ha raccontato è ancora vivida nella mia mente e non vedo l'ora di condividerla con voi.


Titolo: Danza o muori
Autore: Ahmad Joudeh
Editore: De Agostini
Data di pubblicazione: 6 novembre 2018
Prezzo: € 16,50
Trama: Danza o Muori è la storia – raccontata dalla voce stessa del suo protagonista – di Ahmad Joudeh, nato nel 1990 da padre palestinese e mamma siriana, e cresciuto nel campo profughi palestinese Yarmouk, a Damasco, in Siria.
Appassionato di ballo fin dalla più tenera età, Ahmad ha frequentato lezioni di danza in segreto a causa dell’opposizione del padre, che lo bastonava alle gambe per impedirgli di ballare. A rendere tutto ancora più difficile, la guerra (le bombe hanno distrutto la sua casa, il suo quartiere, e ucciso cinque membri della sua famiglia). Ma Ahmad Joudeh ha continuato a ballare e a studiare danza sul tetto della casa di amici, un muro come sbarra, tra le pallottole e le esplosioni non troppo lontane, e a dare lezioni di danza ai bambini del campo. Nel 2014 partecipa alla versione araba del reality ‘So You Think You Can Dance’: arriva in semifinale, ma non vince perché senza nazionalità. L’apparizione in questo programma lo rende celebre sia in Siria sia all’estero ma gli procura l’odio degli estremisti. Ma nemmeno questo lo ha fermato e negli ultimi anni Ahmad si è esibito sui palchi di tutta Europa, portando ovunque il suo messaggio di pace grazie a diverse performance dedicate ai tanti artisti meno fortunati di lui costretti a restare in Siria. Il suo sogno è fondare e dirigere il Syrian National Ballet in una Siria finalmente libera e pacificata.



RECENSIONE 

La prima volta che mi sono imbattuta nella storia di Ahmad è stato per caso. Ero sulla pagina del Circolo dei Lettori in cerca di un evento a cui partecipare e, tra tutti, mi ha colpito la sua presentazione. Non avevo mai sentito parlare nè di Ahmad nè del suo libro, non sapevo e non so nulla di danza, non avevo in apparenza nessun motivo per interessarmi alla sua storia. Eppure in poche righe ho sentito crescere dentro di me un sentimento a cui solo ora, a libro concluso, riesco a dare un nome: si trattava di una pura forma di solidarietà. E in un attimo volevo saperne di più.

Così, come spesso accade, ho iniziato a leggere Danza o muori carica di aspettative. Il mio desiderio era quello di conoscere meglio un paese così lontano e diverso dal nostro, attraverso gli occhi di chi quel paese l'aveva chiamato casa per tutta la vita. Il mio desiderio era quello di trovare la testimonianza di un uomo che aveva fatto della danza la sua vita e il racconto di come proprio la danza, emblema di coraggio e passione, simbolo di un sentimento tanto profondo da vincere sulle oscenità della guerra, l'avesse salvato. Ma questo desiderio è stato soddisfatto solo in parte.

Non nego che Danza o muori sia una storia di speranza, di forza, di coraggio, di amore, di passione, di caparbietà, di bisogno. Non nego sia una storia di paura, di atrocità, di sangue, di spari e di guerra. Ci sono state parti che mi hanno sconcertato, altre che mi hanno commosso, ci sono state scene che mi hanno segnato, altre che mi hanno spaventato. Racconti incredibili, allucinanti, surreali. Eppure, solo in pochi punti questo romanzo è stato capace di emozionarmi.

Sono tanti gli elementi che rendono un libro bello. L'intenzione, spesso, non basta. Il difetto più grosso che ho riscontrato sono stati i continui salti temporali. Un tipo di narrazione che io non riesco in alcun modo a digerire. Capite che diventa difficile riuscire a ricostruire la storia di un uomo quando si salta da un'età all'altra, e un po' si va avanti e un po' si torna indietro, senza riuscire a tenerne in mano il filo logico e cronologico. È tutto un "ma questo è successo prima o dopo della scena precedente?", "Aspetta... ma quanto tempo è passato dal fatto a cui si riferisce?", "Scusa, ma che età aveva quando è successo?". Caos, confusione, disordine. Una linearità ingenuamente distrutta.

Il secondo elemento negativo si basa sulla continua impressione che mancasse qualcosa. Questo perchè più leggevo le parole di Ahmad, più avevo la sensazione che si stesse esponendo solo a livello superficiale, tacendo gli aspetti più bui e dolorosi. Troppi pezzi mancanti, troppi cambi bruschi di capitoli, troppi ricordi accennati e non approfonditi. Posso solo immaginare quanto sia stato difficile per Ahmad raccontarsi al mondo, ma ciò non toglie che Danza o muori sia un libro e come tale ritengo sia mio dovere analizzarlo criticamente.

Date tutte queste premesse vi starete chiedendo se vi consiglio di leggerlo. Ovviamente sì, non posso rispondere altrimenti. Sì, sì, sì. Ed è un sì gridato a gran voce perchè, nonostante tutti gli elementi narrativi che possono non essermi piaciuti, questo libro vi sprona a diventare più consapevoli. E questa è una magia che non può essere ignorata. Leggetelo perchè vi arricchirà. E poi partite da lì per continuare ad esplorare e approfondire il mondo.


"Ecco, ora esisto. Dalle dita dei piedi a quelle delle mani, ciò che state vedendo è ciò che io sono davvero. E la mia storia balla con me: un grand jeté, per tutte le volte che mi è stato detto di non danzare,; un arabesque, preciso e saldo, per coloro che mi hanno umiliato ed emarginato; una pirouette per ogni volta che ho rischiato di morire, a causa delle vostre stupide guerre. Guardatemi tutti ora: vi sembra di avermi indebolito con le vostre minacce? Vi sembra che abbia abbassato la testa sotto il peso delle vostre armi? Forse da domani la mia vita diventerà ancora più complicata e il vostro odio nei miei confronti più violento. Ma, per oggi, ho vinto io."



lunedì 12 novembre 2018

Recensione "L'illusione della verità" di Wendy Walker

Buongiorno lettori!
Oggi vi porto la recensione di un libro che mi ha confusa molto. L'intento è quello di mettere un po' d'ordine tra le diverse sensazioni che questo romanzo mi ha lasciato.


Titolo: L'illusione della verità
Autore: Wendy Walker
Editore: Editrice Nord
Data di pubblicazione: 8 marzo 2018
Prezzo: € 18,00
Trama: Quella sera, in famiglia c'è una lite furiosa. Dopo le urla e il pianto, si avverte il rombo di un motore, poi torna il silenzio. Il giorno seguente, le sorelle Tanner sono scomparse. L'auto della diciassettenne Emma viene ritrovata nei pressi della spiaggia: all'interno, solo la sua borsa e le scarpe. Della quindicenne Cassandra, invece, nessuna traccia. Le autorità vagliano tutte le ipotesi, per poi congelare il caso, disorientate. Tre anni dopo, Cassandra torna a casa... da sola. Racconta che lei ed Emma sono state rapite e tenute prigioniere su una misteriosa isola del Maine, senza telefono, televisione o elettricità. La sua versione dei fatti, però, è piena di buchi; soprattutto, il suo racconto del giorno della scomparsa non coincide con le deposizioni raccolte dai detective. Sembrerebbe che la memoria della ragazza sia ancora compromessa dal trauma eppure, per la psicologa forense Abby Winter, i conti non tornano. È successo qualcosa quella notte di tre anni prima, qualcosa che la famiglia Tanner sta tentando disperatamente di nascondere. In cerca di risposte, la dottoressa rivolge quindi lo sguardo verso la madre, il patrigno e il fratellastro di Cassandra. A poco a poco, nel quadro apparentemente perfetto di quella famiglia come tante, Abby intuisce inquietanti crepe, indizi pericolosi che conducono lungo una strada costellata di menzogne, inganni e tradimenti. Una strada che Abby sarà costretta a percorrere, se vuole salvare Emma...



RECENSIONE 

Come spesso accade, avevo deciso di leggere L'illusione della verità non appena saputo della sua pubblicazione. Così avevo aperto Goodreads, digitato il titolo e segnato come "voglio leggere". Ormai è un gesto automatico. Questo, però, succedeva a marzo. Otto mesi dopo non avevo neanche ancora comprato il libro, figurarsi averlo letto. Fu così che, quando trovai disponibile la copia in biblioteca, decisi che era giunto il momento.

Partiamo dallo sviluppo della trama, che non è stato certamente ciò che mi aspettavo. Credevo che questo libro avrebbe fatto scintille, invece mi ha lasciato abbastanza perplessa.

L'illusione della verità non è altro che un lunghissimo resoconto di 300 e più pagine di ciò che è successo a Cassandra ed Emma durante gli anni della loro scomparsa da casa. Non c'è azione, non c'è quasi interazione tra i personaggi. C'è solo un interminabile ricordo che viene raccontato a capitoli alterni direttamente dalla voce di Cass o tramite le registrazioni che la Dottoressa Winters ha ottenuto durante la deposizione della ragazza. Per di più questo doppio punto di vista è presentato vicendevolmente in prima e in terza persona, con la conseguenza che ad ogni nuovo capitolo mantenere il filo del discorso è difficile.

Il personaggio centrale è indiscutibilmente quello di Cassandra, l'unica delle due sorelle ad aver fatto ritorno a casa, ma per assurdo le parti più interessanti sono state quelle con il POV della psicologa, forse perchè avevo una curiosità famelica riguardo al narcisismo patologico. Già, perchè dovete sapere che i personaggi non sono mica tutti in quadro. L'impressione che ho avuto è che fossero tutti dei pazzi psicotici bugiardi. Vengono presentati tantissimi fatti e tu sai che c'è qualcosa di non vero, ma non riesci a distinguere cosa, a cominciare dallo stesso racconto di Cass. La storia della sua scomparsa viene raccontata sin dalle prime pagine, per cui nasce inevitabilmente il sospetto che le sue parole non siano completamente vere. È troppo strano che l'autrice sveli i suoi trucchi già dal principio. Eppure, nonostante i tuoi sforzi, non ci riesci: non sei in grado di distinguere la verità dalle sue bugie o se le sue emozioni e i suoi pensieri siano reali. Prima le credi, poi non più, poi sì di nuovo. E vai avanti così fino alla fine del libro. E sapete questo è forse l'aspetto del romanzo che mi è piaciuto di più. Il fatto che il dubbio si insinui nella tua mente, ma non ti abbandoni fino a quando non giri l'ultima pagina. Bello, bello, bello.

Quello che ho apprezzato decisamente meno sono state le spiegazioni fornite per sciogliere i nodi. Vi giuro che ho pensato "c'è qualcosa di molto strano in tutto questo", perchè le azioni dei personaggi sono spesso al limite dell'assurdità. Una persona ha provato a spiegarmi che, forse, i comportamenti sono stati così folli perchè il fortissimo narcisismo patologico di uno dei personaggi ha influenzato a cascata tutti gli altri. Sarà, ma a me alcune scelte sono sembrate abbastanza discutibili.

L'illusione della verità è, pertanto, un romanzo che definirei a metà, lì lì in bilico. Ha diversi punti di forza, ma lascia troppi spiragli aperti. Sotto un certo punto di vista sembra quasi abbia un finale aperto, perchè anche se tutti i nodi vengono al pettine e il lettore ha un quadro chiaro della situazione, in realtà rimane con l'impressione che le cose non vengano risolte del tutto.

È una lettura che consiglio, ma con delle riserve perchè in troppi punti non mi ha convinto. So, però, che molti ne sono rimasti folgorati per cui non posso fare a meno di esortarvi a leggerlo, analizzarlo e dare poi vita insieme a un confronto di opinioni.




lunedì 5 novembre 2018

Perchè leggere rosa è bello, ovvero inno ai romanzi d'amore

La letteratura rosa è da sempre sotto accusa.

Quante volte ti sarai sentita dire che chi legge romanzi rosa non vale niente, che chi apprezza questo genere è intellettualmente stupido, una donnicciuola che deve sfogare le sue frustrazioni, una ragazzina mai cresciuta che crede ancora in amori impossibili e irreali. Quante volte ti hanno fatto sentire inferiore, con i loro sguardi accusatori, le loro espressioni piene di pregiudizi, i loro pensieri così assordanti. Quante volte ti hanno fatto vergognare di ciò che ti piaceva. Quante volte sei stata lì lì per urlare al mondo che leggere romanzi d'amore è appassionante, è travolgente, è irruente, ma poi hai perso la voce e hai nascosto la mano dietro la schiena.

Beh, a me è successo tante di quelle volte che ormai non le conto neanche più. Eppure sono ancora qui, anno dopo anno, ad amare sempre di più questo genere. Anche se non lo leggo più frequentemente come una volta, anche se spesso decido di dare la precedenza ad altre letture.

E così il post di oggi non vuole essere un'arringa in difesa di un genere che pochi riescono ad apprezzare, nè un'accusa nei confronti di chi per primo ha lanciato vuote accuse. No. Il post di oggi vuole essere un flusso di coscienza volto a esplorare le diverse sfumature dell'amore e i benefici che un libro come un romance può offrire.

Fatte queste premesse, partiamo dal presupposto che credo esistano 4 tipi di persone:
  • chi è innamorato dell'amore
  • chi rincorre continuamente l'amore
  • chi è indifferente all'amore
  • chi è stato spezzato dall'amore

Nessuno, nel corso della sua vita, rimane fermo per sempre nella stessa categoria. È più facile che zampetti da una casella all'altra come una trottola impazzita. E questo significa che il suo stato d'animo nei confronti dei romanzi d'amore non sarà mai lo stesso. Ma è proprio questo il bello. E non solo il bello della letteratura rosa, ma della lettura in generale.

Il punto è che il valore che possiede un romance è quello di offrirti una chiave di lettura diversa a seconda del periodo di vita che stai affrontando.

Quando stai rincorrendo l'amore, ma quello ti sfugge, avere la possibilità di sentirlo scorrere su carta è fenomenale. Perchè? Beh, perchè provare quella sensazione di sfarfallio nello stomaco, di calore umano, di sicurezza e di felicità è meraviglioso e nessuno ha il diritto di negarti questa possibilità. È inutile che ci prendiamo in giro, tutti tutti tutti vorremmo sentirci amati. E se possiamo provare quella sensazione tramite un flusso inarrestabile di parole che male c'è?

Quando invece sei innamorato dell'amore, la letteratura rosa può essere quell'arma vincente che non ti rende mai sazio, che ti ricopre incessantemente di questo sentimento tanto travolgente.

Quando poi si è indifferenti all'amore è allora che questa letteratura diventa indispensabile, è allora che c'è bisogno di qualcosa che sciolga il tuo cuore di ghiaccio. Anche le tigri più feroci si commuovono di fronte a un gattino ferito e indifeso, non è forse vero? E allora perchè non lasciarsi travolgere da un po' di romanticismo?

E infine c'è il momento più duro: quel periodo in cui pensare all'amore non ti provoca altro che nausea, perchè è stato proprio l'amore a distruggerti, a spezzarti, a farti provare quella sofferenza che non ti fa respirare. Ma, forse, in questo caso, la forza di un romanzo d'amore può insegnarti che non sarà così per sempre, che puoi ancora tornare a provare quelle sensazioni che prima ti erano così familiari. Forse la letteratura rosa non è materiale per donne frustrate, ma per donne che combattono per sentirsi di nuovo bene. Forse, ma dico forse, leggere romanzi d'amore non è un'attività poi così riprovevole.

Con questo non sto dicendo che la letteratura rosa debba piacere a tutti, ci mancherebbe. Sto dicendo che sono stanca di dovermi giustificare perchè leggo rosa o di sentirmi in difetto quando mi chiedono quali generi mi piacciono.

Quando lessi "Il club delle cattive ragazze" ricordo bene il passaggio in cui si parlava de L'amante di Lady Chatterley. Un romanzo che fece scalpore al tempo della sua pubblicazione per il suo contenuto, ma che al giorno d'oggi viene invece annoverato tra i classici della letteratura. Come può lo stesso libro suscitare reazioni tanto diverse? Può, quando l'amore ci fa paura.

E invece non deve essere così, non dobbiamo averne paura.

La letteratura rosa può offrire conforto, risate, leggerezza, profondità, ansia, gioia, turbamento, vita, mistero, azione e paura come qualunque altro romanzo. E può donare una prospettiva diversa a seconda dell'esperienza di chi lo legge. E questo è ciò che accade con un libro indipendentemente dal genere e dal suo colore. Certo, non deve essere scritto con i piedi, ma questo diventa un problema del singolo romanzo, non dell'intero genere letterario.

In fondo si sa, non bisogna fare di tutta l'erba un fascio e in questo genere la possibilità di spaziare è infinita.

Per cui spaziate, cercate, rovistate, ma alla fine lasciatevi coinvolgere in tutta serenità da una sana e bella storia d'amore.



martedì 2 ottobre 2018

Recensione "Flawed. Il momento della scelta" di Cecelia Ahern

Buongiorno amici lettori!
Mentre pensavo alla recensione da scrivere oggi, mi sono resa conto che non prendevo in mano una serie da tanto tempo. Ultimamente ho letto solo autoconclusivi. Oggi, però, sono qui per rimediare parlandovi del secondo e ultimo volume della serie Flawed di Cecelia Ahern.


Titolo: Flawed. Il momento della scelta
Autore: Cecelia Ahern
Editore: DeA
Data di pubblicazione: 11 settembre 2018
Prezzo: € 14,90
Trama: Celestine è in fuga. Fino a poche settimane fa era una delle ragazze più in vista della città: aveva una famiglia che la amava, un fidanzato meraviglioso e un destino invidiabile. Ora la sua esistenza si è trasformata in un interminabile incubo. La sua vita dorata non esiste più. Celestine è finita in cima alla lista dei ricercati della Gilda. È il nemico Numero Uno. Lei infatti è l’unica a possedere le prove che potrebbero distruggere per sempre il sistema che stabilisce chi è perfetto e chi Fallato. Chi merita un futuro e chi no. Perfino il giudice Crevan, capo del tribunale che l’ha condannata, è al suo inseguimento. L’uomo crede di poter facilmente mettere alle strette una come Celestine, una ragazza che ha perso tutto: famiglia, fidanzato, amici. Ma si sbaglia. Il tenebroso Carrick non l’ha abbandonata e anzi è più determinato che mai a sostenerla, qualunque sia la scelta di Celestine. Perché adesso a decidere sarà lei. Scappare e mettersi in salvo, o rischiare tutto, tornare nella tana del leone e demolire il sistema dall’interno?

RECENSIONE 

Sto fissando la pagina bianca da dieci minuti, perchè per la prima volta non so cosa scrivere. Almeno che voi non abbiate la memoria di un criceto come la sottoscritta, o non abbiate letto la mia recensione del primo volume (MALE MALE MALE, potete rimediare qui), sapete quanto credevo nella penna di questa autrice. Flawed. Gli imperfetti è stato una mano amica nel momento del bisogno, è stato un messaggio di forza e di coraggio, è stato una ventata di aria fresca nel panorama young adult. Questo secondo volume invece... beh, mi ha lasciato decisamente molto meno.
La cosa che non ha funzionato, secondo me, è stata la seguente: qualunque azione, decisione o fatto ha ruotato intorno a Celestine per tutto il romanzo. Ora, io capisco che sia il simbolo della rivoluzione, ma doveva davvero essere così sottolineato a ogni parola? Quello che doveva essere l'incarnazione dei difetti è stato quasi estremizzato in un personaggio perfetto, preciso, delineato troppo nettamente.
Per di più Carrick, che nel primo volume mi aveva proprio rubato il cuore, qui mi è piaciuto poco o niente. Troppo misterioso, troppo doppiogiochista, troppo scialbo.
E tutti gli altri personaggi, beh, sono stati così numerosi e allo stesso tempo così poco presenti che è stato quasi impossibile affezionarsi a loro. 
Non parliamo poi dei continui riassunti di eventi accaduti nel primo libro, quelli sì che sono stati fastidiosi da leggere. Io capisco che chi ha letto il primo volume tempo fa non si possa ricordare tutto, ma non mi puoi rispiegare ogni 2/3 pagine ogni minima cosa successa in precedenza. Perchè io mi annoio. M-i   a-n-n-o-i-o.
Per il resto, il pensiero che ho espresso per "Gli Imperfetti", vale anche per "Il momento della scelta". La storia rimane profonda e potente, la denuncia di una società corrotta rimane viva, lo stile rimane pungente e incalzante. 
Nonostante non mi abbia colpito quanto il primo libro, vi assicuro che vale comunque la pena leggere questo secondo volume perchè le parole della Ahern non devono in nessun modo andare sprecate. Devono essere vissute, capite e assimilate. Devono graffiare. Devono far male. Perchè anche se il libro mi ha un po' deluso, si tratta indiscutibilmente di una distopia che esce dai soliti schemi e che ha tutto il diritto di lasciare la propria impronta nel lettore. In me l'ha lasciata di sicuro.
Insomma, non è stato amore a prima vista come per Gli imperfetti, ma rimane comunque un libro che consiglio a tutti di leggere, anche solo per trascorrere qualche ora in buona compagnia.



Per oggi è tutto.
Passo e chiudo.

Alla prossima!


venerdì 28 settembre 2018

Doppio Wrap up | Letture di Luglio e Agosto

Tra poco è tempo di tirare le somme di ciò che è accaduto a settembre (Spoiler Alert: meglio dimenticare) e io devo ancora ricapitolarvi tutto ciò che ho letto quest'estate. Ovviamente fingiamo per un secondo che "tutto ciò" stia per "le migliaia di letture" e non per "quei quattro libri striminziti". Vi siete immaginati la sottoscritta sommersa di libri? Bene, ora tornate alla realtà e guardate cosa ho letto davvero.



LETTURE DI LUGLIO





HO IL TUO NUMERO, Sophie Kinsella - 4
Luglio è iniziato alla grande, ennesimo libro della Kinsella di cui mi sono perdutamente innamorata! Sebbene la storia fosse piuttosto prevedibile, ancora una volta la simpatia e l'ironia di cui il romanzo è intriso mi hanno fatto dimenticare tutto. Semplicemente adorabile ❤.

NOWHERE GIRLS, Amy Reed - 3
Un libro che è stato osannato da tutti, ma che a me ha convinto solo per metà. Protagoniste ben caratterizzate, temi di fronte a cui è impossibile rimanere indifferenti, coraggio, indipendenza, senso di giustizia, sono tutte elementi positivi di questo romanzo. Eppure ci sono anche così tanti difetti che non mi hanno permesso di innnamorarmi a pieno del romanzo.

L'AMORE ARRIVA SEMPRE AL MOMENTO SBAGLIATO, Brittainy C. Cherry - 3✰ ½
La Cherry ti fa passare continuamente da "oh santo cielo sono innamorata voglio un Daniel tutto per me datemi un Daniel voi non capite ho le farfalle nello stomaco e un sorriso ebete stampato in faccia aiuto aiuto aiuto" a "ok, non male, ma tutti questi clichè proprio no per non parlare di tutte queste tragedie e che cavolo due personaggi più sfigati no? Ma soprattutto che razza di nome è Daniel Daniels? Siamo seri?". Insomma, un po' come trovarsi sulle montagne russe.




LETTURE DI AGOSTO





L'ESTRANEO, U. Poznanski e A. Strobel - 2
Agosto, mese di delusioni colossali. Se cercate qualcosa di adrenalinico di certo non lo troverete in questo romanzo. Scene ripetute all'infinito e degne della peggiore soap opera, infarcite di spiegazioni banali e prevedibili all'inverosimile. Un libro decisamente da dimenticare.

LA RAGAZZA FANTASMA, Sophie Kinsella - 3
Non credevo sarebbe arrivato questo giorno, eppure siamo di fronte al primo libro della Kinsella che non mi ha entusiasmato poi un granchè: una calma piatta inaspettata.

SIETE PAZZI A INDOSSARLO!, Elizabeth L. Cline - 3
Non avete idea di quanti giorni e pensieri ho perso dietro a questo libro! Non saprei come definirlo, se non come una vera e propria illuminazione! Un'inchiesta sul mondo della fast fashion, che mi ha aperto gli occhi su una realtà brutale, crudele, cattiva, che non si fa nessuno scrupolo a calpestare il prossimo pur di vendere. Se vi capita tra le mani, fatevi un favore e leggetelo.

IL MIO CUORE CATTIVO, Wulf Dorn - 3
Quando parti tutta convinta perchè sai che Wulf Dorn è capace di terrorizzarti a morte, ma tutto quello che ne ricavi è una grossa delusione. Un romanzo che ha molte falle e la più grave di tutti è stata la mancanza di adrenalina, condita da un finale decisamente amaro. Da un maestro del thriller come Dorn proprio non me l'aspettavo.



E anche per questo Wrap up è tutto!
Alla prossima, sperando che non sia tra altri due mesi!

Con affetto,